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Puglia Salento Vino Degustazione Primitivo di Manduria DOC

Degustazioni Doc tra i monumenti più nascosti del Salento

Gustare il Primitivo di Manduria circondati dalle bellezze artistiche di luoghi incantevoli

Vitigno in Puglia
©Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria
Puglia, vitigno del Primitivo di Manduria
Equidistante com’è da Taranto, Lecce e Brindisi, Manduria è stata definita il Cuore del Salento, ma è molto più famosa come la Città del Primitivo, in riferimento ad uno dei vanti italiani nonché fiore all’occhiello delle tipicità pugliesi. Con il suo colore rosso intenso tendente al violaceo, l’aroma fruttato e il sapore pieno ed armonico, il Primitivo di Manduria, perfetto abbinato ai piatti della cucina tipica locale, è il vino Doc della provincia di Taranto il cui vitigno è stato portato in terra pugliese oltre duemila anni fa dai Greci. Il nome trae origine dalla precocità della maturazione del vitigno che lo rende appunto uno fra i primi ad essere vendemmiati a fine agosto. E proprio il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, che tra gli altri obbiettivi tutela, promuove, valorizza, vigila, informa il consumatore e cura tutto ciò che riguarda questo prezioso prodotto pugliese, invita appassionati di vino, ma anche di natura, storia ed arte, a partecipare ai percorsi esclusivi con degustazioni in programma da fine luglio a settembre.

Calice di vino Primitivo di Manduria / © Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria

Sono esperienze che  permettono di scoprire anche i monumenti più nascosti, i castelli meno conosciuti e i sentieri marini meno battuti dal turismo di massa. L’occasione è quella giusta, quindi, per concedersi una pausa a contatto con la natura scoprendo tradizioni enogastronomiche ed attrazioni culturali che garantiscono vere e proprie chicche da scoprire a piedi. L’iniziativa si svolge in piena sicurezza, con la degustazione adeguata alle disposizioni per il contrasto al Covid. Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti ad un massimo di 40 partecipanti, quindi è necessario prenotarsi tramite email all’indirizzo
(comunicazione@consorziotutelaprimitivo.com). Ogni singolo partecipante  ha diritto ad una sola prenotazione per una delle 5 tappe previste. Le peculiarità culturali e archeologiche di ogni tappa vengono raccontate da una guida e, alla fine di ogni percorso, l’evento viene arricchito da una degustazione offerta dalle aziende del Consorzio di Tutela. Infine, ai partecipanti è consegnato un kit di prodotti tipici in sacchetti bio, a cura di Slow Food Puglia. Con l’accoglienza green ed ecosostenibile delle cantine e la possibilità di scoprire località di grande fascino tra le distese di vigneti e mare ecco la possibilità di conoscere la Puglia con un approccio diverso.

Trullo tra i vitigni / © Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria

Palagiano
Si inizia venerdì 24 luglio a Palagiano, dove una guida è pronta ad accompagnare i turisti tra i vicoli del centro storico. Chiamata anche Città delle clementine, risultato del fertile terreno che circonda il paese e conferisce ai frutti un peculiare sapore, Palagiano è caratterizzata da stradine strette e lastricate, case basse e lineari ed un centro storico che si sviluppa nei due rioni più antichi: La Terra e Convento. Il cuore del paese è dominato dal Palazzo Baronale, le cui stanze al primo piano conservano ancora pavimenti maiolicati e volte a botte. La devozione religiosa più antica di Palagiano si ritrova nella Chiesa dell’Immacolata consacrata nel 1582, ma ci sono anche la Chiesa di San Girolamo, a forma tipicamente trapezoidale, la medievale Chiesa di Sant’Andrea, quella della Madonna delle Grazie, la Chiesa di San Nicola che conserva al suo interno un tesoretto di monete veneziane risalente al XV secolo, mentre ancora più antica è la Chiesa Anonima, utilizzata in passato per usi agricoli. A poco più di 7 chilometri si trova Palagianello, dove si erge il Castello Feudale. Dal luogo in cui si trova, molto strategico, è possibile ammirare tutto il territorio circostante, con una vista a 360 gradi che permette addirittura di poter ammirare le montagne della Calabria appartenenti al massiccio della Sila.

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Manduria - Torre Colimena
Venerdì 7 agosto è la volta di Torre Colimena e della Salina dei Monaci, splendida oasi naturalistica. Stiamo nella frazione di Manduria, dove il mare turchese, il profumo salmastro e le dune modellate dal vento rendono la zona come sospesa nel tempo. La stessa Torre Colimena insieme alla sua salina artificiale è stata dichiarata nel 1997 Area Naturale Protetta. La salina, poco più a nord della vedetta costiera cinquecentesca, si estende per circa 25 ettari ed fu utilizzata sin dall’epoca romana per l’estrazione dell’oro bianco: è uno specchio d’acqua salmastra chiuso dalle dune verso il mare e da collinette verso l’entroterra, oggi diventato sicuro rifugio per i fenicotteri rosa che l’hanno scelto per stazionarci stabilmente. La torre, invece fu fatta erigere da Carlo V, imperatore spagnolo, come difesa alle incursioni nemiche nel Salento. Oltre alla torre, con il passare del tempo vennero costruiti altri edifici dando vita ad un borgo di pescatori avvolto da panorami mozzafiato, tanto che, in tempi moderni, molti visitatori se ne sono innamorati e, oltre a ristoranti e botteghe, sono sorte anche diverse case per le vacanze. 

Torre Colimena / © Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria

Pulsano
Venerdì 21 agosto la manifestazione approda nei cinquecenteschi bastioni del castello di Pulsano, cittadina che si affaccia sul litorale frastagliato dove l’oro e il platino della sabbia al sole si alternano alla roccia dura e dove si stagliano sette piccole penisole chiamate sette punte, ciascuna con un piccolo golfo e spiaggette accoglienti. Neanche nel cuore di Pulsano mancano spunti di visita interessanti, tra edifici di culto, piazze e strade pittoresche. La Chiesa di Santa Maria la Nova si presenta elegante e maestosa e al suo interno ospita una riproduzione della grotta di Lourdes dove, al pare dell’originale, si ricorda l’evento miracoloso dell’apparizione della Madonna ogni 11 febbraio. Il castello è però l’attrazione più significativa: sorge nel centro storico ed in origine era formato da una semplice torre a pianta quadrata, ancora oggi emblema della piazza, a cui sono state aggiunte altre parti. Da punto di ritrovo per le battute di caccia ad avamposto per i soldati in guerra, il maniero divenne Municipio dal 1912 fino al 1993 mentre oggi è sede dei consigli comunali e sala di rappresentanza. Nei pressi della piazza di erge anche la Torre dell’Orologio.

Castello di Pulsano / ©iStockphoto

Carosino
La penultima tappa prevede il castello D’Ayala-Valva di Carosino venerdì 4 settembre. Il borgo di Carosino si adagia in una dolce vallata nella parte occidentale delle Murge Tarantine e fu invaso e distrutto più volte, riducendosi a isolati casali e zona di residenza di nobili famiglie. La secolare vocazione agricola è valorizzata dalle numerose masserie che ancora fanno da caratteristica cornice al paese. A celebrare il legame con la terra di Carosino è anche la rinomata Sagra del vino che si svolge ad agosto al cospetto del palazzo ducale. Il nobile palazzo dalla bella facciata venne fatto edificare nel Quattrocento dalla famiglia Simonetta e poi recuperato dalla famiglia D’Ayala-Valva nel tardo Ottocento. Fu questo il momento in cui il castello ha assunto le sembianze di un antico maniero rinascimentale orlato da una raffinata merlatura e sviluppato intorno a una corte quadrata da cui partono le scalinate che conducono al primo piano dove si susseguono gli ampi saloni dalle volte a botte o a crociera. Dal 1895 il palazzo è di proprietà del Comune ed è adibito a contenitore culturale della città.

Castello di Carosino / ©Di Asia - Opera propria, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Brindisi
La chiusura dell’evento è prevista con l’appuntamento di venerdi 11 settembre al Museo Ribezzo di Brindisi, che sorge a pochi passi dalla Cattedrale. La sua collezione museale permette di ripercorrere la storia brindisina dalla preistoria al periodo romano grazie ai numerosi reperti provenienti dagli scavi cittadini. Punto di riferimento per l’archeologia locale, dispone di numerosi e ampi locali nei quali conserva vasi attici di notevole interesse e i famosi Bronzi di Punta del Serrone.

Museo Archeologico Ribezzo, Brindisi / ©Comune di Brindisi
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