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Castell'Arquato, dalla preistoria alla Bohème

Là dove c'era il mare sorge oggi un delizioso borgo medievale che ha dato i natali ad un personaggio illustre librettista di Puccini

Veduta panoramica
©Castell'Arquato Turismo
Veduta panoramica di Castell'Arquato
Su un colle costituito in gran parte di conchiglie fossili nella Riserva Geologica del Piacenziano, in quel territorio che nel periodo preistorico era ricoperto dal mare, sorge Castell’Arquato, una deliziosa realtà che proietta il visitatore fuori dal tempo. Il toponimo deriva da Caio Torquato, il patrizio romano che, come tradizione vuole, fondò qui il primo castrum. I Vescovi di Piacenza rimasero per lungo tempo i signori della località fino a quando, sorto il Comune, nel 1220 il Vescovo vendette il possedimento alla comunità. Dopo di che si susseguirono alla guida del paese il Capitano del Popolo Alberto Scoto, Gian Galeazzo Visconti e gli Sforza, la cui dinastia si estinse nel 1707 e Castell’Arquato passò al Ducato di Parma e Piacenza sotto il quale rimase fino all’Unità d’Italia per poi passare in mano ai Farnese, ai Borbone e alla moglie di Napoleone Maria Luigia d’Austria. 

Veduta panoramica di Castell'Arquato / ©iStockphoto

Passeggiando per il borgo è possibile ammirare il Torrione del Duca, costruito intorno al 1530 come parte del sistema di difesa e militare del paese e la Fontana del Duca risalente al 1292. Salendo si incontra Palazzo Stradivari, residenza voluta dai discendenti del famoso liutaio, e sulla piazza monumentale il Palazzo del Podestà risalente al 1293.

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A rappresentare un pregevole esempio di architettura medievale è la Rocca Viscontea, strutturata come una piccola città murata all’interno del borgo. Costituiva la roccaforte del potere e la sua costruzione risale al 1342 per volere del condottiero Luchino Visconti, allora signore del borgo. L’edificio è interamente costruito in laterizio e presenta una planimetria ad L composta da due cinte, delle quali una minore perpendicolare all’altra. Queste due parti sono situate ad altezze diverse e servite da due distinti ingressi perché avevano funzioni diverse, con la maggiore, posta a li livello inferiore, che veniva utilizzata come scuderia e come rifugio per la popolazione in caso di pericolo, e la minore che ospitata con tutta probabilità la sede del comando e gli alloggi per le milizie. Tutto l’edificio è coronato da merlature a coda di rondine e presenta agli angoli torri quadrate di diverse dimensioni. Vi si accedeva attraverso un ponte levatoio posto alla base del mastio e all’interno si può visitare la Sala d’Armi e il Museo della vita medievale che mostra le tecniche di assedio, la storia del paese e le tecniche di fortificazione. 

Rocca Viscontea / ©Castell'Arquato Turismo

Le fonti antiche tramandano l’esistenza di una chiesa altomedievale fondata nel 1758 dedicata a Maria Assunta e donata al Vescovo di Piacenza nel 772: oggi di questo edificio non rimane nessuna traccia architettonica ma vi si può collegare la vasca battesimale circolare tutt’ora conservata nell’attuale Collegiata risalente al 1122. Al Quattrocento risalgono il portico sul fianco sinistro con colonne ottagonali, chiamato del Paradiso, il piccolo chiostro e il campanile. La facciata, realizzata in tufo ed arenaria, è suddivisa in tre parti da lesene con un ridotto portale centrale sormontato da un piccola bifora che sostituisce l’antico rosone. La struttura interna della chiesa si compone di tre navate, con una copertura a capriate, capitelli figurati, sculture romaniche del XII secolo. La Cappella di Santa Caterina d’Alessandria venne costruita ed affrescata all’inizio del XV secolo mentre quella di San Giuseppe nel 1630 come ex voto per la fine della pestilenza. Sul fianco destro della chiesa il chiostro trecentesco è un importante esempio di arte romanica: da qui si accede al museo. Nel Museo della Collegiata sono conservate opere provenienti dallo stesso edificio e da chiese vicine tra cui argenterie ed arredi sacri, dipinti, sculture, mobili, codici e materiale d’archivio. Una chicca è la mantellina indossata da Papa Paolo Farnese, indossata in occasione della sua visita a CAstell’Arquato dove si trovava sua figlia Costanza. 

Fiancata laterale esterna della Collegiata/ ©iStockphoto

Ospitato nel cinquecentesco ex Ospedale S. Spirito, il Museo Geologico Cortesi propone una mostra permanente di fossili rinvenuti nelle aree circostanti; tra questi spiccano quelli di una balena, di cui è proposta una ricostruzione lignea, vertebrati del Quaterniario Padadano, resti di cetacei mammiferi e molluschi risalenti anche a tre milioni di anni fa. Nel territorio di Castell’Arquato, infatti, i ricchi giacimenti fossiliferi testimoniano l’esistenza del cosiddetto Golfo Padano, quando, all’inizio del Pliocene, tutta la pianura padana era mare. Di tutt’altro genere il Museo dedicato al celebre drammaturgo e librettista arquatese Luigi Illica, che scrisse per Puccini La Bohème, Tosca e Madama Butterfly e Mascagni opere come Isabeau, Iris, Le Maschere: collocato a fianco della casa natale il Museo Illica si articola in quattro sezioni che abbracciano la vita, le opere, le testimonianze e i materiali e conserva spartiti, libretti in antiche edizioni, costumi di scena, sculture, fotografie che ritraggono Illica insieme ai grandi compositori con cui collaborò nella sua intensa e avventurosa vita. Vale la pena pernottare nella casa natale del grande artista, oggi divenuta una casa vacanze: da qui si possono ammirare i tetti arquatesi che ispirarono il poeta per la Bohème di Puccini. In passato, celebri ospiti come Gabriele d'Annunzio, Giosuè Carducci e Giacomo Puccini soggiornarono in questa dimora storica in stile Liberty.
Veduta panoramica/ ©iStockphoto
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