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Piemonte Asti Città degli Arazzi

Asti mette in mostra i suoi arazzi

A Palazzo Mazzetti in mostra 21 arazzi creati nelle botteghe di due grandi maestri astigiani

Asti, Città degli arazzi
Ufficio Stampa Arthemisia
Asti, Città degli arazzi, allestimento
È l'omaggio della città di Asti a due delle sue eccellenze, le arazzerie Scassa e Montalbano, i cui manufatti realizzati con l’antica tecnica dell’”alto liccio” hanno arricchito collezioni private, edifici pubblici e importanti musei d’arte moderna e contemporanea. È la mostra “Asti, Città degli arazzi” che a Palazzo Mazzetti mette in scena  21  splendidi arazzi realizzati dalle prestigiose manifatture astigiane protagoniste di un capitolo importante e unico nell’ambito del rapporto tra la città e l’ambiente artistico e culturale a partire dagli anni Sessanta del Novecento. La mostra è l'occasione ideale per avvicinarsi ad un patrimonio d’arte piuttosto importante e ripercorrere una vicenda artistica che ha contribuito a far conoscere Asti nel mondo attraverso i mitici transatlantici italiani, palazzi prestigiosi e la collaborazione dei grandi artisti del Novecento. 

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LA MOSTRA
 
Provenienti da enti e privati, alcuni dei quali esposti per la prima volta al grande pubblico i grandissimi esempi di arazzi in mostra sono stati realizzati dai due laboratori astigiani che hanno sia interpretato capolavori del Novecento che avviato collaborazioni con noti artisti italiani. Fra le opere provenienti dall'arazzeria Scassa si possono incontrare in mostra gli arazzi “Apollo e Dafne” (1967) di Corrado Cagli, ma anche “Composizione astratta” (1968) e “Pittura Murale” (1980) di Luigi Spazzapan, passando per “Teatro delle Marionette” di Paul Klee, “Tiro al bersaglio” (1986) di Felice Casorati e infine “Composizione astratta” (2005) di Paolo Conte. Dal telaio di Vittoria Montalbano provengono, invece, “Omaggio a Rubens e Doppio sole” (1989), “Flora” (1991) e “F. Bomb” (1986) di Valerio Miroglio.
 
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L’ARAZZERIA SCASSA
 
Ad Ugo Scassa si deve la nascita del primo laboratorio di tessitura di arazzi con telai ad alto liccio. Successivamente - con la collaborazione di Corrado Cagli - la manifattura, situata dal 1966 nella Certosa di Valmanera, si impone all’attenzione degli artisti e dei critici italiani. Oltre a far riprodurre in arazzo molte sue opere, tra cui il grandioso esempio di Apollo e Dafne (1967) esposto in mostra, Cagli coinvolge in questa impresa Mirko, Guttuso, Clerici e altri. Inoltre vengono realizzate riproduzioni di opere pittoriche di Antonio Corpora e Giuseppe Capogrossi.

Apollo E Dafne, 1967 da Corrado Cagli - Tessitura: Arazzeria Scassa, Asti, Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Asti
 
Ricordiamo che l’esordio della manifattura di Asti è legata al prestigioso concorso del 1960, per la decorazione del Salone delle feste di Prima Classe della nave Leonardo Da Vinci. La Società di Navigazione Italiana aveva nominato una commissione presieduta dal critico d'arte e politico Giulio Carlo Argan, con il compito di selezionare gli artisti e scegliere il laboratorio di esecuzione degli arazzi. A vincere l’appalto fu Ugo Scassa ed è così che ad Asti furono eseguiti 16 arazzi per il Salone delle Feste del grande transatlantico, simbolo dell’affermazione dell’Italia e grande galleria d’arte viaggiante.

Composizione astratta, 2004 da Paolo Conte - Tessitura: Arazzeria Scassa Asti, Palazzo di Giustizia
 
L’ARAZZERIA MONTALBANO
 
L'altro grande nome dell’arazzeria astigiana è quello di Vittoria Montalbano, che dopo un’importante collaborazione presso la manifattura di Scassa diretta da Cagli inizia, dopo la morte dell’artista marchigiano (1976), un percorso di ricerca finalizzato alla realizzazione dell’arazzo a diretto contatto e con la partecipazione dell’artista. La tecnica utilizzata dalla Montalbano è sempre quella della lavorazione sul telaio verticale ad alto liccio, che consente di ottenere un prodotto più curato e preciso.

Sandro de Alexandris, Giardino, 2001 - Tessitura: Vittoria Montalbano Asti, Collezione privata
 
Sotto la direzione artistica di Miroglio e quella tecnica di Vittoria, nell’arazzeria Montalbano nascono circa venti arazzi, e la mostra a Palazzo Mazzetti ne accoglie una speciale selezione che è testimone della loro grande collaborazione dal 1980. Tra questi si possono ammirare quelli della collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. Fra gli altri artisti che hanno subito il fascino delle potenzialità espressive della tessitura segnaliamo in mostra Francesco Preverino con Subway (2004) e La mia anima (2004), Sandro de Alexandris con Stanza (1999) e Giardino (2001), Eve Donovan con Drum (1992).

Francesco Preverino, Subway, 2004 - Tessitura: Vittoria Montalbano Asti, Collezione privata
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