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Atessa Duomo costola di drago Abruzzo

Abruzzo, nella chiesa c'è la costola di un drago?

Il Duomo di Atessa custodisce quello che si dice essere l'osso del costato di una bestia leggendaria

Atessa
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Duomo di Atessa
Le agiografie dei santi non di rado assumono connotazioni fantasy. Ma secondo la narrazione popolare quella di San Leucio avrebbe un riscontro reale, tangibile, custodito all’interno del Duomo di Atessa. Ci troviamo in Abruzzo, in provincia di Chieti, nella verdeggiante comunità montana Valsangro, dove un tempo dimorava un drago. Così vuole la leggenda, e a suo supporto ci sarebbe niente meno che una gigantesca costola.

L’osso toracico della bestia mitologica si troverebbe all’interno di una teca in vetro e ferro battuto, ed è osservabile nella sagrestia della chiesa patronale della cittadina abruzzese. In effetti, quell’oggetto inanimato somiglia davvero ad una costola di enormi dimensioni, ma per quale motivo sarebbe custodito lì? Secondo la leggenda, mentre si trovava in pellegrinaggio nella zona San Leucio (Leucio d’Alessandria, primo vescovo di Brindisi) venne a sapere che un drago seminava il terrore tra gli abitanti di Ate e Tixia, i due nuclei abitativi che poi si sono congiunti dando vita ad Atessa. La bestia dimorava in una grotta, presso il fondo paludoso del Rio Falco – tornando ai fatti storici, da questo habitat paludoso è probabile che si siano diffuse non poche epidemie - e il Santo decise di combatterla. Aiutato da Dio stesso, o, secondo un’altra versione, da San Michele che gli procurò una spada, egli riuscì a mettere fine alla vita dell’animale, a cui venne tolta una costola perché la popolazione la custodisse in ricordo dell’eccezionale avvenimento.



Il Duomo di San Leucio sorgerebbe nel punto esatto in cui un tempo si trovava la grotta del drago, ed è per questa ragione che viene conservata al suo interno. La cattedrale è del XIII secolo, ma è stata rivisitata e ampliata in varie occasioni, tanto da avere connotati 'misti'. Alcuni romanici, medievali, altri barocchi e del XVII secolo. Alcune fonti attestano che si trovasse in questo luogo un edificio ancora più antico, dell’870 d.C., sempre dedicato a San Leucio, ma vi sono poche certezze sull’evoluzione architettonica di esso. Anche se la multi-composizione dei suoi elementi lo rendono in qualche modo poco organico, una cosa è certa: il ‘tesoro’ che custodisce (oltre alle opere di oreficeria e di grande pregio tessile) è quella mitica, inspiegabile costola. Tra le possibili interpretazioni storiche di questo grande osso, c’è chi annovera la possibilità si trattasse di un fossile - chi dice di elefante, chi di un animale marino - ma le ipotesi non sono hanno mai trovato riscontro.

NEI DINTORNI

Atessa è una cittadina dall’impianto medievale ancora ben visibile. I due nuclei di Ate e Tixia erano di origine longobarda, e la loro ‘unione’ si può vedere proprio nel punto in cui sorge il duomo. Oggi corrispondono a due rioni, Santa Croce e San Michele, dalla tipica struttura elicoidale (man mano che il nucleo si espandeva aumentavano gli ‘anelli’ attorno alla parte centrale). A brevissima distanza si trova il Monte Pallano, una vetta che raggiunge i 1000 metri e domina la Valle del Sangro. Si tratta di una piacevole meta naturalistica, ideale per gli amanti dell’escursionismo, ma anche di una sorprendente location archeologica.



Sulla sua cima infatti si può visitare il sito di Pallanum, antico insediamento Italico. Qui abitarono i Frentani intorno al VI secolo a.C., e del loro nucleo abitativo è ancora possibile ammirare alcune fondamenta, una parte della cinta muraria, due porte. In epoca successiva la zona divenne di dominio romano ed ellenistico, e di queste civiltà rimangono alcuni monumenti megalitici e un complesso di costruzioni. Insomma si tratta di una visita archeologica sorprendentemente interessante. A breve distanza si trova anche il pittoresco Lago di Bomba, un bacino artificiale racchiuso tra colline verdeggianti che nasce dallo sbarramento del fiume Sangro. L’area è ideale per fare piacevoli passeggiate, ma anche per le attività turistico-sportive, come la pesca o il canottaggio. Ma se è il mare il vostro elemento preferito, da Atessa basta percorrere poche decine di chilometri verso est per giungere alla costa adriatica, e incontrare la graziosa Vasto, o la splendida Riseva Naturale di Punta Aderci. Scopri di più su Vasto e sull'incantevole Costa dei Trabocchi.
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