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Sepino, Zona Archeologica,Campobasso 

A Sepino fra rovine romane e strutture moderne

Con le sue case costruite sulle rovine romane Sepino vanta una storia millenaria iniziata con l'insediamento dei Sanniti nella valle del Tammaro 

Sepino 
©iStockphoto
La Fontana del Grifo a Sepino
La regione del Molise è da sempre terra di passaggio sul percorso tra l'abruzzo e la puglia. Il suo territorio è stato, infatti, frequentato fin da tempi remoti dai pastori con le loro greggi transumanti. Queste migrazioni stagionali avvenivano percorrendo particolari vie naturali chiamate tratturi che attraversavano l'intera regione. Così nel corso del tempo è avvenuto che lungo queste vie siano nati dei veri e propri centri urbani. è il caso di Sepino dove una parte del tratturo che collegava Pescasseroli a Candela si è trasformato in decumano.  
 
In realtà il villaggio esisteva già in epoca sannitica quando veniva usato come punto d'incontro e di scambio dei prodotti agricoli con quelli pastorali proprio in occasione della transumanza. Dopo la sconfitta subita dai Sanniti ad opera dei Romani fu l'imperatore Augusto a fare costruire la cinta muraria che racchiudeva una superficie di circa 12 ettari corrispondente all'estensione della città. Lungo il circuito murario, realizzato in opus reticolatum, si aprivano quattro porte monumentali rigorosamente in asse con le principali arterie viarie dell'antica Sepino. 


Cinta muraria - ©iStockphoto
 
PORTA BOJANO
 
La porta di accesso da nord è quella di Bojano che coincide con il decumano, in direzione del Foro. 
Fiancheggiata da due torri circolari, la porta reca ai lati dall'arco due figure di prigionieri barbari a ricordo della vittoria sui Germani. Completa la decorazione l'iscrizione commemorativa che menziona i due principi della famiglia imperiale Tiberio e Druso che finanziarono la costruzione della cinta muraria. La chiave di volta, scolpita a rilievo, rappresenta la figura maschile a mezzo busto di Ercole.

Porta Bojano (Particolare) -   ©iStockphoto
 
IL FORO
 
Alla prima età imperiale si può far risalire la costruzione del foro centro politico ed amministrativo della città che si sviluppa all'incrocio fra cardo e decumano. Su di esso si aprono i principali edifici pubblici fra cui la curia, i comizi, aule adibite all'espletamento delle attività ufficiali del municipio, ambienti, forse sede del culto dell'imperatore ed altri probabilmente riferibili ad un complesso termale. Ai margini del foro, lungo il lato nord orientale è ubicato un abbeveratoio con l'immagine a rilievo di un grifo, mentre fra le strutture più monumentali segnaliamo l'arco onorario commemorativo del giureconsulto Nerazio Prisco.

L'Arco di Nerazio Prisco -  ©iStockphoto

LA BASILICA
 
Intorno al foro è presente anche una Basilica a pianta rettangolare che è stata ricostruita negli anni '50. Suddivisa interamente da un peristilio di venti colonne sormontate da capitelli di stile ionico l'edificio aveva funzioni diverse da quella giudiziaria a quella commerciale fino a a quella religiosa. Nelle immediate vicinanze della basilica ritroviamo anche il mercato destinato alla vendita dei generi alimentari chiamato macellum di pianta trapezoidale.

La Basilica - ©iStockphoto
 
LA STRATIFICAZIONE STORICA
 
Situato nel settore settentrionale a ridosso della cinta muraria il teatro è l'edificio più monumentale della zona archeologica. Costruito nella prima metà del I secolo d. C. di esso si conservano l'orchestra e i primi due ordini di gradinate della cavea destinati al pubblico. Ricordiamo che per accedere al teatro si attraversavano 2 tetrapili di cui solo uno è giunto fino a noi. Il secondo è stato infatti inglobato in una delle case moderne che sono state costruite sfruttando le strutture del teatro romano. Si tratta di un tipico esempio di stratificazione storica dell'impiano urbano in cui la città moderna si è adeguata alle strutture di quella più antica ed è la caratteristica principale che fa di Sepino uno dei più affascinanti borghi d'Italia.   

Esempio di stratificazione storica - ©iStockphoto
 
 
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