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Toscana Firenze Uffizi

A Firenze si celebra la perpetua verginità di Maria

Una mostra virtuale segue i fili della rappresentazone dell'Assunzione attraverso le opere delle Gallerie degli Uffizi

Piero Di Cosimo
Ufficio Stampa Opera L. F.
Piero Di Cosimo, Incarnazione di Gesù e i santi
S'intitola Perpetua Virginitas la mostra virtuale che vede protagonisti due capolavori “gemelli” di Andrea Del Sarto ovvero l’Assunta Panciatichi e l’Assunta Passerini, conservate nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti. L’ipervisione, a cura di Anna Bisceglia, vuole ripercorrere la storia della rappresentazione dell'Assunzione attraverso un'accurata  selezione dei dipinti conservati alle Gallerie degli Uffizi.  La mostra,  online sul sito del museo a questo indirizzo è stata resa disponibile lo scorso 15 di agosto, nel giorno in cui si celebrava il passaggio di Maria al cielo, non solo nello spirito ma anche nel corpo. Ricordiamo che l'Assunzione nasce molto presto nella devozione cristiana e si afferma soprattutto durante il Medioevo e nei secoli successivi.

Per scoprire il parco con la con la cupola di Brunelleschi clicca qui
 
Anche gli artisti vengono catturati dal tema dell'Assunzione e cercano molto presto di tradurre in immagini le storie raccontate sia nei vangeli che negli scritti apocrifi. Ma poichè non vi erano informazioni precise sulla storia della morte della madre di Gesù, si pensava, in accordo con gli scritti paleocristiani che la vergine non fosse morta bensì solo addormentata al fine di passare alla dimensione beata. Nasce così il motivo iconografico della “Dormitio Virginis” in cui Maria giace sul letto attorniata dagli apostoli che assistono al suo passaggio. È il caso della piccola tavoletta conservata agli uffizi che mostra questa particolare iconografia.

Dormitio Virginis (Icona Russa) - Ufficio Stampa Opera L. F.
 
ANDREA DEL SARTO
 
Accanto a questa iconografia che sopravvive nelle sue interpretazioni artistiche fino al XVIII secolo, si sviluppa e prende forma una variante che rappresenta il viaggio di Maria verso il regno celeste e il ritrovamento del suo sepolcro vuoto da parte degli apostoli. Le due superbe  raffigurazioni di Andrea del Sarto, realizzate tra il 1523 e il 1526 e considerate tra le più spettacolari del grande pittore fiorentino del Cinquecento, ne sono un chiaro esempio. L’ipervisione offre così la possibilità di avvicinarsi ai due dipinti, spiegandone l’iconografia, la committenza, il passaggio alle collezioni granducali. Ricordiamo infatti che nel caso dell'Assunta Passerini il passaggio alle collezioni granducali fu davvero traumatico, perché venne comperata dal Granduca Ferdinando II che pagò sì alla chiesa dei Serviti di Cortona una cospicua somma di danaro, ma non riuscì ad evitare una vera e propria insurrezione popolare dei fedeli inferociti per la sottrazione.  

Andrea Del Sarto, Assunta Panciatichi e Assunta Passerini - Ufficio Stampa Opera L. F.
 
I DISEGNI
 
La mostra virtuale accompagna, inoltre. il visitatore alla scoperta dei particolari più suggestivi e curiosi dei dipinti, rivelando anche il processo utilizzato da Andrea del Sarto nel preparare i suoi lavori. Una serie di disegni conservati al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe permette, infatti, di entrare nei meccanismi creativi dell’artista: il tratteggio minuzioso dei singoli dettagli e soprattutto lo studio del corpo umano dal vero, per renderlo più vivo e reale nella stesura finale dell’opera. A tal proposito Vasari raccontava che la capacità principale di Andrea del Sarto era quella di saper dare alle sue figure una “dolcezza molto viva” grazie all'accurato lavoro di preparazione di ogni dipinto ottenuta grazie ad una lunga serie di disegni preparatori.    
 
Per scoprire Palazzo Strozzi clicca qui
 
LE ALTRE OPERE
 
In ipervisione  oltre ai dipinti di Andrea del Sarto vengono presentate altre raffigurazioni dell’Assunzione di Maria e di episodi che precedono l’evento, come" l'Annuncio dell'Angelo a Maria" nell’incisione di Federico Zuccari e la splendida "Incarnazione di Gesù e santi di Piero di Cosimo". Ordinata dalla famiglia Tedaldi per la loro cappella nella Santissima Annunziata di Firenze, l'incarnazione di Gesù è concepita secondo un altro modello, quello della 'Sacra Conversazione'. La figura di Maria tiene la mano sul ventre preannunciando la gravidanza, mentre il suo sguardo sembra accettare la gioia della maternità e contemporaneamente dolore per la futura perdita del figlio. Traduce invece il modello dell'immacolata concezione più diffuso tra Seicento e Settecento e particolarmente apprezzato in area spagnola, il prezioso avorio di Claude Beissonat esposto a Palazzo Pitti e presente nell'ipervisione. Scultore fiammingo attivo a Napoli Beissonat si distinse per la sua raffinatezza nell'intaglio dell'avorio.     

Claude Beissonat, Immacolata Concezione - Ufficio Stampa Opera L. F.
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