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Galapagos: biodiversità a rischio

L'ultimo esemplare nella sottospecie di tartaruga gigante dell'Isla Pinta è morto qualche giorno fa.

Galapagos
Shutterstock
Il Parco Nazionale delle Galapagos ha comunicato la morte di Lonesome George, ultimo esemplare della sottospecie di tartaruga gigante nota come Chelonoidis nigra abingdoni. George è stato rinvenuto morto nel suo recinto da Fausto Llerena, l'uomo che si occupava di lui da quarant'anni. La morte è stata abbastanza inaspettata, dato che secondo gli scienziati aveva circa cento anni – un'età relativamente giovane per una specie che può sopravvivere fino a duecento anni. Il parco si occuperà degli esami post mortem per determinare la causa della morte di George.

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Lonesome George era stato scoperto quarant'anni fa, nel 1972, sull'Isla Pinta, alle Galapagos. Già allora aveva destato stupore, perché si pensava che la sottospecie Chelonoidis nigra abingdoni fosse estinta. Per anni, si è tentato di far accoppiare George con esemplari femminili di altre sottospecie, ma senza successo. Ogni anno, la tartaruga attirava 180 mila turisti alle Galapagos, e ne era diventato una specie di simbolo: per questo, e per conservarne il ricordo per le generazioni future, George verrà imbalsamato.

“A luglio, il Parco Nazionale delle Galapagos ha convocato un workshop internazionale che si concentrerà sulle strategie di gestione per il ripristino delle popolazioni di tartarughe nel corso dei prossimi dieci anni – ha dichiarato il direttore del parco Edwin Naula – Il workshop si terrà in onore di Lonesome George”. Attualmente, alle Galapagos ci sono ventimila tartarughe giganti di altre sottospecie, salvate grazie alla protezione loro accordata dal Parco.

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