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Toscana, 4 cose da sapere sul Museo dell'Arte della Lana di Stia

Nell'antico Lanificio si scopre la lunga tradizione legata alla lavorazione della lana e del Panno Casentino

Panno casentino<br>
Courtesyof©Tessilnova
Panno casentino
Nel Casentino la tradizione legata alla lavorazione della lana affonda le proprie radici in epoca medievale. Proprio in questo periodo nacque, infatti, il Panno Casentino uno dei protagonisti dell'interessante visita al Museo dell'Arte della Lana di Stia.

LA TRADIZIONE
I vasti pascoli e la ricchezza di acqua del Casentino hanno reso da sempre questa zona della Toscana particolarmente vocata all'attività tessile, specialmente a quella della lavorazione della lana. Non è un caso che proprio qui, in epoca medievale, sia nato un panno di lana rustica inizialmente utilizzato, proprio per la sua consistenza ed il suo aspetto grezzo, per coprire il bestiame e la popolazione del luogo dalle temperature più fredde. Con il tempo, il cosiddetto Panno Casentino venne notato anche da esponenti dell'alta società che ne apprezzavano il calore e la consistenza morbida e lo scelsero come tessuto per le proprie giacche invernali. A dare impulso alla lavorazione della lana e del Panno Casentino in particolare, fu la cittadina di Stia dove, agli inizi del XIX secolo venne fondato un lanificio che, oltre a rappresentare il primo insediamento industriale del Casentino, in breve tempo divenne uno dei principali lanifici di tutta la Toscana. Ancora oggi la lana rappresenta un importante tassello dell'economia e della cultura locale, tanto da aver meritato l'allestimento di un intero museo ad essa dedicato. Si tratta del Museo dell'Arte della Lana di Stia e sorge proprio nell'antico complesso del Lanificio locale.

LE CARATTERISTICHE
Il Museo dell'Arte della Lana di Stia, dunque, rappresenta un vero e proprio esempio di recupero e valorizzazione di un sito di archeologia industriale impiegato come forma di promozione e diffusione della cultura tessile del Casentino. Nei vecchi edifici del lanificio si può ripercorrere la storia della lana e del suo profondo legame con il territorio e la gente di questa zona della Toscana. Durante la visita si possono ammirare foto d'epoca, campionari di tessuto, oggetti dal particolare valore simbolico come la campana che scandiva gli orari di lavoro, il vessillo della società operaia, bandiere d’Italia del Lanificio di epoca Sabauda, e capi vintage realizzati in Panno Casentino. Proprio al Panno Casentino, infatti, è dedicata un'intera sezione dove è possibile ammirare l'antico tessuto del Casentino nelle sue tradizionali colorazioni arancione e verde. I visitatori, inoltre, potranno essere coinvolti in prima persona in questo viaggio alla scoperta della lana grazie ai numerosi laboratori ed attività didattiche per grandi e piccini attraverso i quali imparare a conoscere e distinguere le differenti fibre tessili e ad utilizzare un telaio.

IL TERRITORIO
Il Panno Casentino nel corso dei secoli è diventato una vera e propria celebrità. Numerosi personaggi illustri hanno commissionato capi realizzati con il tipico panno locale, e tra i più noti meritano una particolare menzione i membri di Casa Savoia, il barone Bettino Ricasoli, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gabriele D'Annunzio il quale si fece preparare un taglio per cappotto di casentino nel suo colore preferito, il Blue Avio. Anche l'alta moda non è rimasta indifferente dinanzi alla bellezza ed alla qualità di questo panno che, difatti, è già salito sulle passerelle dei più importanti stilisti italiani come Roberto Cavalli, Pierre Cardin, Lorenzo Riva e Gianfranco Ferrè.

GLI INDIRIZZI
Per chi desidera conoscere il Panno Casentino, ripercorrerne la storia e scoprire il profondo legame della città di Stia con la lana, l'appuntamento è con la visita al Museo dell'Arte della Lana di Stia, una vera e propria esperienza multisensoriale da vivere presso l'antico Lanificio cittadino in via Sartori 2 a Pratovecchio Stia (AR).

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