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Puglia, il pumo di grottaglie tra storia e tradizione

Il tipico manufatto è un antico portafortuna oltre che uno degli oggetti più rappresentativi dell'artigianato locale

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Courtesy of ©Palickap/Wikimedia Commons CC BY SA 4.0
Pumo di Grottaglie
Nell'antica Roma la dea Pomona era la divinità dei frutti. Ed è proprio al suo culto che si ispira uno dei manufatti più rappresentativi dell'artigianato tradizionale pugliese, il pumo. Questo oggetto, il cui nome deriva dal termine latino “pomum” (“frutto”), è noto per la sua caratteristica forma simile ad un bocciolo racchiuso tra quattro foglie di acanto che richiama la purezza, la capacità di rigenerarsi, la fecondità, le prosperità e, dunque, anche la ricchezza. Non a caso per lungo tempo le nobili famiglie pugliesi scelsero il pumo come elemento decorativo delle facciate dei loro palazzi, dei corrimano, delle ringhiere e delle balaustre di scale e balconi. Talvolta personalizzavano i propri pumi con elementi araldici o con l'aggiunta di ulteriori foglie di acanto a testimonianza di particolare prestigio e ricchezza.



Nel corso del tempo il pumo divenne un vero e proprio oggetto beneaugurale, una sorta di talismano che teneva lontana la cattiva sorte. E se inizialmente il suo possesso era appannaggio soltanto delle famiglie più benestanti, con il trascorrere dei secoli è diventato un portafortuna alla portata di tutti. In fondo il significato simbolico di prosperità, fortuna e fecondità è di buon auspicio per qualunque famiglia, a prescindere dalla sua estrazione sociale. E difatti ancora oggi rappresenta il portafortuna per eccellenza della tradizione pugliese oltre che un grazioso ricordo di un viaggio nel Tacco d'Italia, purchè, però, venga regalato o ricevuto in dono.

Per le stesse ragioni molti sposi scelgono il manufatto pugliese come bomboniera da donare ai propri invitati, per poter condividere con loro l'augurio di prosperità, fecondità e benessere che il pumo veicola. Non a caso anche Ritika Agarwal - figlia del magnate indiano dell'acciaio Pramod Agarwal - che ha celebrato le proprie nozze in Puglia, ha scelto di omaggiare i propri invitati proprio di una bomboniera con un pumo dorato. Le sue forme barocche e la raffinatezza della lavorazione lo rendono, infatti, adatto ad ogni occasione e ad ogni arredamento tanto che oggi il pumo è diventato un vero e proprio oggetto glamour apprezzato anche al di fuori dei confini della Puglia.

Al significato simbolico dei pumi, però, oggi si aggiunge anche quello culturale e tradizionale. Questi manufatti sono, infatti, l'espressione di una lunga tradizione artigianale tramandata di generazione in generazione e sopravvissuta al trascorrere del tempo, e sono una delle creazioni più rappresentative della produzione ceramica del sud della regione ed in particolare di Grottaglie, in provincia di Taranto, una delle 28 città italiane della ceramica i cui manufatti sono stati insigniti del marchio D.O.C.. Qui, nelle numerose botteghe artigiane, si producono oggetti di ogni genere, tra cui naturalmente i tipici pumi. Alle versioni più classiche, ricoperte di smalto bianco o colorato, si affiancano creazioni più elaborate dalla superficie lavorata e rugosa come fosse una pigna.

Non meraviglia che Grottaglie sia considerata, in un certo senso, la patria del pumo. Qui l'arte della lavorazione della ceramica vanta una storia antichissima e di grande pregio. Basti pensare che, proprio nel cuore della città, lungo la Gravina di San Giorgio, nel corso dei secoli si è sviluppato un vero e proprio quartiere dedicato a questa attività artigianale dove esperti ceramisti hanno aperto i propri laboratori e botteghe ricavando forni di cottura direttamente nella roccia di antichi ambienti ipogei, un tempo adibiti anche a frantoi. Vale assolutamente la pena, dunque, durante una visita della città, concedersi una passeggiata alla scoperta del caratteristico Quartiere della Ceramica.



Così come meritano, certamente, una visita i due musei dedicati a questa arte antica dove è possibile conoscere la storia, le caratteristiche e i segreti dell'attività figulina grottagliese sin dalle sue origini: il Museo Didattico delle Maioliche, presso il Liceo Artistico “V.Calò”, proprio ai margini del Quartiere delle Ceramiche, e, naturalmente, il Museo della Ceramica, nella suggestiva cornice del trecentesco Castello Episcopio.

Ma non è finita, perchè a testimonianza della particolare vocazione di Grottaglie all'attività ceramica, in città vengono organizzati, ogni anno, numerosi appuntamenti di cui i manufatti locali sono i protagonisti incontrastati. Primi su tutti Buongiorno Ceramica, un intero weekend dedicato alle botteghe artigiane e all'arte ceramica, la Mostra della Ceramica e, durante il periodo delle Feste, la Mostra del Presepe.

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