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Piemonte: 4 cose da sapere sulla tornitura del legno di Pettenasco  

Il centro rivierasco svela l’arte dei Gratagamul, abili artisti pronti a realizzare oggetti di uso domestico come i famosi "cazuj"

Lavorazione legno
Courtesy of©alessandroguerriero/iStock             
Lavorazione legno
A Pettenasco, in provincia di Novara, si scopre il passato e il presente di questo piccolo centro rivierasco situato tra Orta e Omegna, sulle rive del Lago d’Orta, da sempre legato all’artigianato e, nello specifico, alla tornitura del legno, un'arte affidata ai “gratagamul”, artisti in grado di sagomare oggetti di uso domestico come i famosi cucchiai detti "cazuj" avvalendosi dell'ausilio di pochi attrezzi.
 
LA TRADIZIONE Le origini della lavorazione del legno a Pettenasco sono da rintracciare nel 1700 quando la provincia di Novara, terra di contadini, era caratterizzata dalla presenza di ben 5 mulini ad acqua alimentati dalla Roggia Molinara derivata dal Pescone e dalla Roggia Molinara, canale artificiale che si staccava dal torrente principale all’ingresso della Val Fatta. Nella seconda metà dell'800 questi mulini, non essendo più attivi per la macinatura degli alimenti quali miglio, segala, noci e castagne secche, vennero trasformati in tornerie per la lavorazione il legno, note dagli abitanti con il termine “fabbriche”, campo d’azione dei “gratagamul” cioè i “grattuggia tarli” aprendo le porte a una fiorente attività artigianale. Nel 1922 erano attive 6 realtà, quelle legate a Bezzi Fratelli, Maulini Bartolomeo, Maulini Evaristo, Manini Francesco, Albini e Bisetti, Martinazzi Francesco e Piazza Battista e rimasero in piedi fino agli anni '70 quando l'energia idraulica lasciò il posto a quella elettrica con un conseguente cambio di rotta per quel che concerne la produzione che si concentrò su nuovi oggetti come giocattoli, manichini, mobili etc. accompagnando verso una progressiva scomparsa delle varie realtà del settore.
 
LE CARATTERISTICHE Gli abili artigiani del novarese hanno sempre fatto tesoro di quanto la natura ha messo a loro disposizione sapendo come sfruttare ogni tipo di legname e, in base alle caratteristiche della materia prima, erano in grado di realizzare prodotti come i pesta sale, i primi macina pepe e i famosi "cazuj", ovvero i cucchiai di legno, oggetti semplici ma di grande rilevanza in termini qualitativi. 
 
IL TERRITORIO A Pettenasco, nell'antica torneria sulla Roggia Molinara appartenente alla famiglia Maulini, operativa dal 1886 al 1970, si trova il Museo dell'Arte della Tornitura del legno, inserito nel circuito Ecomuseo Lago d’Orta e Mottarone. Si tratta di un polo permanente, un vero e proprio luogo della memoria al cui interno è possibile ammirare una ricca raccolta di oggetti di uso domestico, utensili, attrezzi, macchinari per la tornitura del legno e oggetti provenienti dagli antichi laboratori artigianali locali, tanto pezzi antichi che risalgono agli inizi del secolo quanto oggetti più recenti. Non è tutto, al fine di rendere più dinamica la visita, in calendario ci sono mostre temporanee, eventi, incontri culturali nonchè laboratori didattici.
 
INDIRIZZI Oggigiorno sono pochissimi gli artigiani che lavorano ancora il legno dando vita a prodotti di prestigio e sono soprattutto legati alla sfera del design e dell'arredo per la casa: è il caso della torneria di Manini Francesco, l’unica esistente, dove gli eredi del grande Francesco, Giovanni e Giuseppe, portano avanti con amore e passione un mestiere che si è tramandato di padre in figlio. 
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