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Orvieto all'uncinetto

Nella piacevole città umbra si scoprono i segreti della lavorazione artigianale attraverso laboratori e botteghe dedicata all'arte del merletto

Merletto di Orvieto
Courtesy of©umbria.com
Chi nelle proprie case non ha almeno un mobile coperto da un delicato merletto? Innumerevoli le tipologie presenti sul mercato e la loro provenienza ma, ad Orvieto, cittadina umbra in provincia di Terni, eccelle per la centenaria tradizione artigianale del merletto, capolavoro realizzato all’uncinetto dalle mani di abili merlettaie.

LE FOTO: ORVIETO, PIZZI E MERLETTI DALL'UMBRIA

LA TRADIZIONE Tutto inizia nel 1907, quando il Conte Eugenio Faina, insieme al figlio Claudio e ad alcune nobildonne dell’aristocrazia locale, decisero di dare vita ad una società di Patronato “Ars Wetana”, dedicata alle donne del popolo per dare loro una possibilità di indipendenza economica che le vedesse impegnate nella lavorazione ad uncinetto, un’attività da svolgere a domicilio nel tempo libero, dopo le faccende di casa e le attività agricole. Il modello di ispirazione fu la trina d'Irlanda, scelta sia per il prestigio artistico sia per la sua struttura modulare che permetteva la divisione del lavoro tra più figure: con il tempo il ricamo originale si personificò molto andando ad attingere a spunti locali, prendendo a modello ad esempio i bassorilievi del Duomo, con quelle foglie di edera, acanto e vite, fiori, uva, forme geometriche, uccelli e altri animali. Con alti e bassi l’attività proseguì in maniera proficua fino agli anni ’50, periodo in cui si avvisarono i primi cenni di cedimento causati dalla concorrenza privata che portò il settore ad una crisi che si fece sempre più acuta tanto che, molte donne, intorno agli anni '60, iniziarono a volgere l’attenzione verso occupazioni economicamente più vantaggiose. Questo fu la morte dell’Ars Wetana ma, figure come Clara Paragiani, Luisa Geremei Pettinelli e Maria Luigia Moretti, tentarono di risollevarne le sorti; alcune di esse hanno collaborato anche all’apertura, nel 1995, della Scuola "Bolsena Ricama", sita in quel di Via Roma 46 e nata con l’intento di riprendere la tradizione del merletto di Orvieto grazie all'ausilio di insegnati specializzati in grado di avviare le allieve ai vari settori del ricamo e del merletto.

LE CARATTERISTICHE Il lavoro della merlettaia è un’attività che si impara dalle proprie madri e nonne per farne tesoro e continuare a ripetere l’arte di generazione in generazione. La realizzazione di ogni pezzo è impegnativa e delicata, richiede una grande abilità manuale, niente macchinari ma solo pazienza e dedizione: sono necessarie circa 20 ore di pratica per ogni singolo manufatto. Ogni donna, a seconda delle specifiche capacità, aveva un ruolo: si parte realizzando il disegno del lavoro su tela poi, con filo di cotone molto sottile chiamato Filo d’Umbria e con l’uncinetto, si realizza il disegno detto "ornato". Successivamente, la parte centrale viene riempita con i tondini uniti tra loro con passaggi a fondo girato detto "a tulle" mentre, l'ornato e la parte centrale, sono uniti con altri tipi di fondo, denominati "girato" o "a stanghe". La fase finale è la stiratura che, con appositi ferri scaldati, era in grado di dare rilievo al lavoro esaltando quel caratteristico effetto a sbalzo ispirato alle tradizioni locali.

IL TERRITORIO Oggetti di indiscusso valore artistico mondiale sono ancora oggi visibili nei vari musei cittadini e di tutto il mondo. Per apprendere la storia di quest’arte si fa tappa sull’Isola Maggiore dove, nel cinquecentesco Palazzo delle Opere Pie, ex sede della confraternita di Santa Maria dei Disciplinati, si trova il Museo del Merletto, nato per conservare splendidi pizzi realizzati dal 1904 fino alla fine del XX secolo. Il Museo è parte del "Percorso museale del tessile e del ricamo", circuito di istituti documentari che hanno come tema l'artigianato tessile della regione. Inoltre, presso l'Azienda di Promozione Turistica d'Orvieto e la sede del Municipio, sono esposte le opere di quelle figure femminili che hanno segnato la storia del merletto.

INDIRIZZI Oggigiorno, in un’epoca in cui purtroppo si tende a lasciarsi travolgere dall’ondata della tecnologia, spesso si dimenticano quelle che in realtà rappresentano dei veri tesori. Sono infatti poche le artigiane ancora alle prese con l’arte del merletto: nel centro di Orvieto, all'inizio di Via Filippeschi, sorge "Ars duemme" di Manuela Ciotti, giovane merlettaia che ha appreso i segreti del mestiere dalla nonna Manuela e dalla mamma Mariella, motivo che spiega il nome del suo mondo. Interessante anche "Merletto di Orvieto", di Loretta Lovisa che, in quel di Via della Cava 115, ha addirittura aperto un laboratorio-scuola con la speranza di poter riavvicinare le nuove generazioni a questa professione. A rompere con la tradizione è l'atelier "Alina" di Natalina Ronca che fa un uso innovativo del merletto inserendolo in borse, cinture, foulard etc.

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