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Le caratzas di Ottana

Tipiche maschere in legno che raccontano scene della vita quotidiana del mondo contadino sono protagoniste di una tradizione carnevalesca molto antica in Sardegna

La maschera del Merdule di Ottana
Courtesy of©sardegnaturismo.it
Ottana, pittoresca cittadina nella provincia di Nuoro, oltre ad essere rinomata per il suo passato culturale testimoniato dalla presenza di domus de janas, nuraghi e tombe dei giganti, merita di essere scoperta anche per quel che concerne le tradizioni che porta nel cuore. A sottolineare l'orgoglio ottanese e gli antichi culti del Mediterraneo, una delle ricorrenze più attese e scenografiche dell’anno, il Carnevale, che si traduce non semplicemente in un’occasione di svago e di diletto ma rappresenta per la collettività un momento in cui si mette in scena quel patrimonio culturale che gelosamente custodiscono e continuano a far vivere. Per ben tre giorni il paese è invaso da scompiglio, dalla domenica di quinquagesima fino al martedì che precede il mercoledì delle Ceneri, tutti sono chiamati a scendere in strada.

LA TRADIZIONE Le origini del Carnevale di Ottana risalgono alla notte dei tempi: bisogna pensare al mondo arcaico sardo così legato ai quei valori cari alla cultura agropastorale in cui i riti della tradizione contadina si sono intrecciati a cerimonie antiche come i riti in onore di Dioniso e il "culto del bove", molto praticato sin dall’età neolitica, una figura da sempre vicina all'uomo nella lavorazione della terra, un alleato e compagno di vita con cui si crea uno stretto legame. Le maschere sono solo un mezzo per raccontare, con una sorta di canovaccio, quella che era la vita dei campi, mettendo in evidenza ruoli, caratteri e situazioni tipiche della vita dei campi.

LE CARATTERISTICHE A rendere unico il carnevale di Ottana sono le sue maschere, così ricche di pathos, realizzate con pazienza e amore dagli abili artigiani che imparano il mestiere non nelle scuole ma dagli anziani del paese che tramandano quella passione ricca di creatività. Per la lavorazione di ogni singolo pezzo si impiegano giornate intere di duro lavoro, necessarie per dare un volto a quei personaggi cari alla tradizione. Principalmente ci si avvale di una particolare e rara tipologia di legno, "su pirastru" ovvero il pero selvatico, rinomato per la sua resistenza e qualità, una materia prima che, prima di essere intagliata, deve attendere circa 5/6 mesi di stagionatura. Sono principalmente due i protagonisti della festa: da una parte ci sono i "Sos Boes", ovvero i buoi, che presentano il viso coperto dalla tipica mascheracon fattezze bovine "sas caratzas", un unico pezzo dalla forma conoide con tanto di corna allungate, nasi lunghi, pelli di pecora che coprono il corpo e dei campanacci di bronzo a tracolla che pendono da una cinta di cuoio. I contadini invece, detti i "Sos Merdules", sono rivestiti di pelli bianche, “sas peddes” e indossano maschere lignee nere, deformi e mostruose con quel ghigno quasi inquietante; in mano tengono un bastone "su mazzuccu" e una frusta di cuoio “sa soca”. La grande arte dell'artigiano sta nella capacità di rendere su legno quelli che sono i tratti che contraddistinguono i due differenti ruoli portatori di un significando profondo che rappresentano l’equilibrio tra il bene e il male, la lotta tra l’istinto animalesco e la razionalità umana.

IL TERRITORIO La Sardegna è una regione molto affezionata al Carnevale: per curiosare tra quelle che sono le usanze tipiche, i costumi e le peculiarità della festa, è possibile visitare la mostra sulle maschere tradizionali “Carrasegare, identità nascoste”, in calendario fino al prossimo 9 marzo 2014 presso il Centro culturale Casa Attene, in piazza Santa Croce a Macomer.

INDIRIZZI Come afferma uno dei grandi protagonisti del Carnevale di Ottana, Franco Maritato, uno dei grandi artigiani del legno: "ogni maschera differisce dall'altra in base all'ispirazione istintiva che ha portato alla sua realizzazione". Proprio così, ogni pezzo, essendo realizzato tutto a mano, è un autentico capolavoro artigianale e, per ammirare le sue creazioni, tutti sono benvenuti nella sua bottega sita in Piazza S. Antonio 6. Molto legato alla tradizione è anche la figura di Ignazio Porcu, uno dei grandi geni del legno che attende con le sue Maschere Tradizionali, in Via Mascagni 3/2.

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