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La Via Della Lana Lanificio Paoletti Treviso

La Via della Lana a Treviso 

I preziosi tessuti dello storico Lanificio Paoletti sono i protagonisti di un vasto progetto di ricerca e di cultura del prodotto

Tessuto di lana
©Lanificio Paoletti, Giulio Milone
Lanificio Paoletti, tessuto
Il mondo della lana affascina da sempre, ecco allora che per una totale wool experience lo storico Lanificio Paoletti di Follina, in provincia di Treviso, si propone con un appuntamento che da quattro anni comprende e compone nuovi significati per la lavorazione laniera. Si tratta de La Via Della Lana, che il prossimo weekend vede come protagonisti eventi sulla cultura della lana con l’obbiettivo di aprire un luogo di ricerca sulla materia e sulla cultura del prodotto in cui non mancano contaminazioni con aeree progettuali contigue al textile design. L’evento permette di avvicinarsi a uno spazio di lavoro dove la materia da secoli si trasforma, di porre mano in questa trasformazione e di esserne parte grazie ad un percorso di innovazione in dialogo con le dinamiche di recupero e di condivisione dei valori legati alla tradizione, capace di trasformare l’industria e la sua comunità.



Il tema della quarta edizione, Ardite Trame, mette l’accento sulla necessità di fare rete, di mettere a fattor comune esperienze, risorse e competenze per lanciare un percorso di innovazione dell’industria, del territorio e della sua comunità. La qualità dei tessuti Paoletti è riconosciuta da secoli: il lanificio, fondato nel 1795 da Gaspare Paoletti, era già uno dei più importanti centri per la lavorazione della lana nella Repubblica di Venezia ed oggi l’unica manifattura di filati e tessuti in lana cardata della zona resistita al corso dei tempi. Durante la Seconda Guerra Mondiale era abilitato alla produzione di materiale da casermaggio per l’esercito italiano e tedesco per produrre tessuti con cui si facevano le uniformi militari. Tra i materiali scelti c’era anche un panno grigio azzurro che identificava l’Aeronautica Militare Tedesca, molto apprezzato dagli alleati italiani. Sembra che una buona porzione di questo tessuto prodotto dal lanificio che doveva essere consegnato al comando militare tedesco venne sequestrata da una brigata partigiana, rendendo la situazione difficile per la Famiglia Paoletti che venne accusata di tradimento.



Fortunatamente, dopo svariate indagini, vennero procurate le prove necessarie a dimostrare che l’azienda non aveva alcuna responsabilità e, una volta finita la guerra, i rotoli ritrovati del prezioso e caldo tessuto vennero utilizzati dagli abitanti della zona per realizzare vestiti, giacche e cappotti e diventando particolarmente famosi grazie al loro colore. Oggi, accanto agli storici tessuti di lana cardata tipo Shetland, Tweed e Lambswool di alta qualità, ci sono anche i tessuti in miste nobili come Lana/Mohair, Lana/Cachemire, Lana/Alpaca e Lana/Seta che guardano al futuro: merito di un’azienda dinamica e moderna propensa allo sviluppo tecnologico, all’innovazione di processi e alla ricerca strenua ed entusiasta di nuovi design.
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