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artigianato tipico Puglia: pietra leccese

La “pietra gentile” di Lecce

Una delle più famose forme di artigianato salentino si ammira in splendide chiese e palazzi, veri e propri capolavori del Barocco leccese.

Architettura Lecce<br>
Courtesyof©milla1974/iStock
Architettura Lecce
Il Salento, oltre alle sue spiagge cristalline che le hanno fatto guadagnare l’appellativo di “Caraibi dello Ionio” è rinomata per i suoi ulivi ultramillenari e, lei, la pietra leccese detta in dialetto salentino leccisu o anche “la pietra gentile” è una roccia calcarea rinomata per la sua plasmabilità dettata dalla presenza di argilla, motivo per cui si presenta facilmente modellabile, morbida al taglio dello scalpello . Proprio questo materiale è alla base del Barocco leccese riscontrabile in innumerevoli palazzi e chiese presenti nella “Firenze del Sud” ovvero Lecce, tanto nell'architettura religiosa, civile quanto in quella militare.

LA TRADIZIONE Risalente al periodo miocenico, la pietra leccese altro non è che una roccia calcarea che si è formata da sedimenti marini che si sono depositati nell'area salentina: tracce di questo materiale sono stati reperiti in età preistorica nei dolmen “Placa”, presso Melendugno e il dolmen “ Scusi” nel territorio di Minervino. Fu a partire dal Medio Evo, epoca in cui fiorì il barocco leccese che, la bellezza e le proprietà di questa pietra hanno richiamato l’attenzione di architetti e scultori locali abili nel lavorare questo tipo di pietra per la realizzazione di monumenti ed edifici di tipo religioso nel Salento come il Palazzo dei Celestini, la Chiesa di Santa Croce e di Santa Chiara e, ovviamente il Duomo.

LE CARATTERISTICHE La pietra leccese viene estratta esclusivamente in Salento  da cave a cielo aperto presente nei  comuni di Lecce, Corigliano Melpignano, e Cursimaglie e, data la sua ottima compattezza, purezza e malleabilità, viene utilizzata da abili artisti e scalpellini che, con molta attenzione, scelgono il blocco più adatto alla propria opera che lavorano con metodologie tramandate da generazioni servendosi di vecchi arnesi come sega elettrica, pialla, scalpello, lime, carta vetro e martello di legno. Quella che un tempo era definita “il marmo dei poveri” ha un largo impiego in Italia ma anche all’estero soprattutto nel campo architettonico e scultoreo tanto per la decorazione di interni con posaceneri, applique, vasi etc. quanto per la realizzazione di ville e palazzi, traducendosi in capitelli, colonne, caminetti e fontane. Dal punto di vista cromatico, si presenta in un ricco ventaglio di sfumature che vanno dal rosa al giallo passando per il bianco perlato all’ambrato a seconda dei bacini di estrazione.

IL TERRITORIO A Cursi, uno dei principali comuni in cui si estrae la pietra leccese, dal 2000 è stato inaugurato l’Ecomuseo della Pietra Leccese, allestito presso le cave di tufo ormai abbandonate là dove è possibile documentare ma, allo stesso tempo, tutelare e valorizzare quella che è la cultura di questa prestigiosa tradizione artigianale. Per chi volesse cimentarsi in quest’arte o anche solamente vedere con i propri occhi cosa c’è a monte di tanto splendore, l’Associazione Agrintour organizza itinerari turistico-didattici: da settembre a novembre e da marzo a maggio, l’appuntamento è con i laboratori incentrati proprio sulla lavorazione della pietra leccese al fine di presentare i territori e avvicinare i giovani ad un mondo spesso dimenticato che potrebbe regalare interessanti soddisfazioni nell’avvio di attività future.

INDIRIZZI Sono tante le realtà operative nel settore che intendono recuperare i valori e le tradizioni del popolo salentino ma in chiave moderna, unendo al fascino del passato la fantasia e il design dell’epoca contemporanea: figura chiave dell’artigianato locale è Renzo Buttazzo che ha rivisitato in chiave innovativa la lavorazione della pietra leccese ed ha collaborato con grandi designer quali Armani ed Alviero Martini o ancora Meraviglie della Pietra è una storica azienda che fa di questo sapere un arte e vede le mani esperte di artigiani dare vita a pezzi di artigianato di qualità unica. Nei laboratori dell’azienda Tarantino & Lotrigli, sita nella contrada Castellino, a Nardò,  è possibile ammirare come enormi pezzi di pietra prendono forma per mano del "mastro" scalpellino e si trasformano, come per magia, in cornici, colonne, capitelli e balaustre abbracciando ogni stile, dal barocco, al moderno fino al contemporaneo. Nella zona industriale di Melpignano, attiva da tre generazione è l’azienda F.lli Pitardi Snc, esperta nella lavorazione della Pietra Leccese di tipo Gentile, molto docile al tatto ed elegante nella sua luminosità, in grado di rendere ogni pavimentazione, colonne, capitelli, archi, caminetti, librerie, balaustre o cornici davvero uniche.

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