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Artigianato artistico Campania: la rafia di Ischia

Ischia, l’isola della rafia

Un'antica lavorazione  artistica da scoprire grazie ai numerosi laboratori-botteghe che affollano Lacco Ameno e Forio

Lavorazione rafia Ischia<br>
Courtesyof©AmandaRohde/iStock
Lavorazione rafia Ischia
Gioiello incantato del Golfo di Napoli, Ischia oltre al profumo d'agrumi, all'azzurro del suo mare e le proprietà delle sue sorgenti termominerali, incanta anche per il suo prezioso artigianato che spazia dalla lavorazione della ceramica alla rafia, grazie ai numerosi laboratori- botteghe che affollano Lacco Ameno e Forio.

LA TRADIZIONE Prima di affermarsi come perla del turismo, la lavorazione dei campi e l'artigianato rappresentavano le principali fonti di economia della bella isola: erano per lo più le donne che, oltre a prendersi cura della casa e della famiglia, si dedicavano all'arte dell'intreccio e del ricamo, dando vita a splendidi cappelli, ventagli e cestini realizzati sfruttando materiali derivati da piante isolane come la "carosella", da cui si ricavava una paglia utile all'arte dell'intreccio mentre, la rafia, veniva importata dal Madagascar e dalla costa orientale africana.? L'arte dell'intreccio si tramanda dall'inizio dell'800, un fascino che non tardò a dare i suoi frutti e raggiunse lo splendore negli anni '50 quando, a seguito della crisi della lavorazione della paglia, si sviluppò una nuova forma di artigianato che aveva come protagonista la raffia, una novità che si diffuse velocemente in tutta l'isola e, ben presto, richiamò l'attenzione di tante, tantissime dame europee desiderose di sfoggiare con vanità quegli esemplari cappelli.

LE CARATTERISTICHE La rafia è un prodotto di origine vegetale che si ricava dalle palma del Madagascar, materiale che, se in passato trovava prevalentemente uso nell'agricoltura ben presto il campo d'azione si allargò conquistando il mondo dell'arredamento, portando alla realizzazione di manufatti per l'abbellimento della casa oltre a capi e accessori alla moda. Le foglie di questa pianta, una volta essiccate, vengono intrecciate, cucite e colorate per poi essere usate per la creazione di prodotti come cesti, cappelli, stuoie, cinture, tende, borse etc., un'arte i cui segreti e le tecniche venivano gelosamente tramandate di madre in figlia che, con grande maestria, hanno portato avanti un mestiere storico.

IL TERRITORIO Uno degli appuntamenti che, per anni, ha messo in luce l'arte della rafia è ARTISCHIA, la mostra dell'artigianato nata nel 2002 con l'intento di valorizzare le produzioni artigianali dimostrando come, attività del passato, possono ancora rappresentare delle opportunità interessanti per il futuro per tutti i giovani. Oltre a delizie dell'enogastronomia, protagonisti i prodotti dell'artigianato locale legati alla tradizione contadina e marinara come la lavorazione della rafia, della pietra e della ceramica, un vero museo a cielo aperto dove ammirare, in diretta, abili artigiani intenti a dare dimostrazione della propria manualità e creatività.

INDIRIZZI Uno degli indirizzi più antichi è quello di Antonio Monti, un laboratorio artigiano il suo nato nel 1865 per volontà della sua bisnonna, Maria Giovanna Catuogno, che gli ha tramandando l'arte ed i segreti della lavorazione della rafia paglia e la rafia, portandolo a creare cestini per il pane, biscotti, porta bottiglie, borse e cappelli. Un altro nome che, tutt'oggi, esercita nel settore è quello di Gennaro Di Meglio, uno dei "passionari" che porta avanti la secolare attività dei suoi antenati.
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