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Cremona nel nome di Stradivari

Tra laboratori e musei è possibile ripercorrere la storia della patria della liuteria

Lavorazione violino
Courtesy of©TommL/iStock
Lavorazione violino
Tutti conoscono Cremona come “la capitale mondiale del violino”. Il motivo? La sua secolare tradizione musicale che rimanda all’arte dei Maestri Liutai. Il tutto risale al XVI secolo circa quando abili artigiani, facendo tesoro di una grande passione e tanta professionalità, resero i violini cremonesi dei veri e propri gioielli stimati e richiesti dal mondo intero.

LA TRADIZIONE 
Parlando della tradizione liutaria cremonese, iscritta nella lista del Patrimonio Immateriale dell'Umanità dall’Unesco (2006), è impossibile non citare famiglie come gli Stradivari, gli Amati o ancora i Guarneri ovvero coloro che contribuirono ad accrescere la fama dei violini cremonesi in tutto il mondo. Oggi come ieri l'amore per quest'arte prosegue nel rispetto della tradizione artigianale e i meriti vanno al Consorzio Liutai "A. Stradivari" che, dal 1996, si impegna a promuovere e valorizzare la liuteria contemporanea cremonese. Non solo. In collaborazione con la Camera di Commercio e le Associazioni Artigiane, al fine di scongiurare il pericolo di contraffazione, ha messo a punto il Marchio "Cremona Liuteria" che, attraverso un certificato di origine e autenticità, assicura la provenienza del manufatto.

LE CARATTERISTICHE
Quelli che vengono realizzati dai maestri liutai si possono definire dei veri e propri capolavori, dei pezzi unici nati dalle mani di professionisti, abili tanto come intagliatori e intarsiatoriquanto come tecnici liutai. Avvalendosi del cosiddetto “metodo classico cremonese” danno vita a oggetti che si contraddistinguono, oltre che per l'estetica, per la perfezione tecnica, stilistica e acustica.

IL TERRITORIO
Semplici curiosi o veri appassionati possono approfondire l'argomento facendo tappa al Museo Stradivariano che mette in mostra la grande eredità del maestro Antonio Stradivari ospitando materiale cartaceo e attrezzi provenienti dalla sua bottega. Non è tutto, c'è anche una sala didattica dove apprendere, passo dopo passo, come realizzare un violino. Un altro indirizzo di grande rilievo è il Palazzo Comunale al cui interno un’intera sala è dedicata alla Collezione "Gli Archi di Palazzo Comunale", una raccolta di dodici strumenti unici costruiti dalle grandi famiglie di liutai cremonesi. Ci sono, ad esempio, “Il Cremonese 1715" di Antonio Stradivari, "II Carlo IX di Francia" di Andrea Amati o ancora “Lo Stauffer" costruito da Giuseppe Guarneri.

INDIRIZZI
Da non dimenticare che in città ci sono ben 141 botteghe specializzate: alcune di esse aprono le porte ai visitatori organizzando tour che permettono di ammirare con i propri occhi i processi di lavorazione artigianale dello strumento. C'è, ad esempio, il Laboratorio professionale di liuteria del maestro Philippe Devanneaux dove, una volta varcato l'ingresso, è possibile entrare nel vivo del mestiere, tra teoria e pratica, osservando strumenti in costruzione o in fase di restauro e ascoltando racconti, segreti e leggende che hanno il violino come protagonista. Non è da meno il laboratorio artigianale “Archi & Arte Cremona” là dove, a dare il benvenuto, sono Riccarda Dacquati e Raffaella Macuz pronte a mostrare quelle che sono le procedure che permettono di realizzare veri e propri capolavori. Per conoscere la lista completa dei liutai di Cremona è possibile consultare il sito ufficiale del Consorzio Liutai "A. Stradivari" www.cremonaliuteria.it.

CREMONA, CAPITALE DEI VIOLINI: LE FOTO
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