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Calabria: 4 cose da sapere sulle ceramiche di Squillace

Le tradizionali tecniche di lavorazione dell'argilla squillasse risalgono ad epoche antichissime ed hanno condotto ai giorni nostri manufatti di elevato valore artistico

Lavorazione ceramica
Courtesy of©djgunner/iStock
Lavorazione ceramica
La cittadina di Squillace, in provincia di Catanzaro, vanta una secolare tradizione legata alla lavorazione dell'argilla che ha condotto fino ai giorni nostri manufatti e tecniche di pregevole fattura come le rinomate ceramiche ingobbiate e graffite.

LA TRADIZIONE Bisogna tornare indietro di numerosi secoli per collocare le origini della tradizione ceramica di Squillace. Già Gabriele Barrio nel suo De Antiquate et Situ Calabriae, risalente agli ultimi decenni del XVI secolo, infatti, menziona la località della provincia di Catanzaro tra i i 18 centri ceramici della regione, a testimonianza di come già all'epoca Squillace fosse attivo e rinomato per quanto concerneva l'attività di lavorazione dell'argilla. La tecnica che più di tutte identifica la produzione locale è quella dell'ingobbio, una particolare tipologia di lavorazione che prevede il rivestimento del corpo ceramico con una copertura a base argillosa ed una decorazione “a graffio” caratterizzata da caldo colore rosso scuro, di probabile influenza bizantina. Anche con l'avvento della cultura siculo-musulmana le ceramiche squillacesi si arricchirono di nuovi motivi decorativi senza mai perdere la loro identità e le loro caratteristiche distintive. Nel corso del Medioevo, con lo sviluppo della città e delle attività commerciali, le lavorazioni di Squillace ottennero celebrità e consensi anche al di fuori dei confini locali, al punto che alcuni vasai della zona prestarono servizio persino presso la corte di Ferrante d'Aragona. Il valore artistico che man mano le opere acquisirono, decretarono la distinzione, che nel corso del XVI e XVII secolo divenne sempre più rigida, tra i cosiddetti “pignatari”, vasai che si dedicavano principalmente alla produzione di suppellettili ed utensili di uso domestico, e “fajenzari”, maestri vasai dediti alla realizzazione di pregevoli creazioni mediante tecniche che richiedevano elevate competenze.

LE CARATTERISTICHE La produzione squillacese vanta un repertorio estremamente variegato che, nel corso dei secoli, si è arricchito di lavorazioni, tecniche e motivi decorativi sempre nuovi. Se nel XVI secolo conobbero particolare diffusione manufatti come lancelle ed anfore per uso domestico e piatti che mostrano la tipica produzione di graffiti-risparmiato con la caratteristica colorazione giallo-mielato, il secolo successivo ha condotto ai giorni nostri pregevoli bottiglie e piatti da parata con ricche decorazioni a tema faunistico, con can, cervi, lupi e fagiani, e floreale con fogli di acanto, che fanno da cornice alla rappresentazione di soggetti storici o motivi religiosi. Tipici del XVIII secolo sono, invece, i piatti con soggetti araldici a decoro plastico colorati in rosso, blu o arancio su smalto. Il blu, invece, domina le produzioni di piatti e oggetti smaltati di uso domestico del XIX secolo, mentre nel secolo successivo si diffondono numerosi oggetti ad uso domestico ingobbiati ed invetriati con macchie di colore verde-ramina, blu e giallo.

IL TERRITORIO Se la tradizione ceramica di Squillace è così ricca e di pregevole fattura è grazie alle caratteristiche del suo territorio. Recenti studi geologici hanno, infatti, confermato la presenza nella zona di Squillace di numerose cave di argilla caolinite e ferrosa che, opportunamente trattata, si rivela una materia prima di elevata qualità. Non è un caso, dunque, che i manufatti squillacesi abbiano ottenuto un'elevata risonanza anche al di fuori dei confini calabresi trovando collocazione nelle più ricche collezioni private e nei più rinomati musei specializzati da Roma, a Napoli, a Palermo, a Faenza, sino a Londra, Parigi e New York.

GLI INDIRIZZI Per scoprire sul posto tutti i segreti e le curiosità sulla tradizione ceramica locale, l'appuntamento è nelle numerose botteghe artigiane di Squillace e presso il Centro Culturale del Folklore e delle Tradizioni popolari di Squillace.

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