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Borgo Pace, la terra dei carbonai sull'Appennino Marchigiano

Tra le montagne marchigiane sopravvive l'antico mestiere del carbonaio ormai in via di estinzione

carbone
©joruba/iStock
Carbone
Alla scoperta del mestiere del carbonaio nel cuore dell'Appennino marchigiano, a Borgo Pace, dove, ancora oggi, è possibile ammirare le suggestive cataste di legna che, con fatica, pazienza e dedizione, vengono trasformate in carbone pregiato, particolarmente apprezzato nell'ambito della ristorazione.

LA TRADIZIONE
C'è un luogo nel cuore dell'Appennino marchigiano in cui sopravvive un mestiere antico ormai quasi dimenticato, quello del carbonaio. Si tratta di Borgo Pace, un piccolo Comune non lontano dal confine con la Toscana dove, ancora oggi, è possibile ammirare le suggestive piramidi di legna che formano le carbonaie. E' un mestiere antico quello di chi produce il carbone e ormai in via di estinzione perchè, come avviene in molti settori, le produzioni industriali stanno soppiantando quelle artigianali. Il carbone industriale, infatti, proveniente da ogni parte del mondo, è più economico e spesso viene preferito a quello vegetale, più costoso perchè frutto di legnami di qualità e di un lavoro lungo e faticoso, ma anche, dunque, più pregiato. Il carbone vegetale prodotto in questo piccolo angolo dell'Appennino marchigiano viene ottenuto, infatti, soltanto da legno boschivo e non emana alcun odore, per quello industriale, invece, si usa anche del legno di scarto. Le differenze produttive e qualitative, però, si tramutano anche in una certa differenza di prezzo che ha decretato una sempre maggiore diffusione del prodotto industriale a scapito di quello vegetale.

LE CARATTERISTICHE
Il procedimento per ottenere in carbone è lungo e faticoso. Occorrono circa quindici giorni tra l'allestimento della catasta (la cotta), e la cottura del legno. Durante l'inverno i carbonai raccolgono la legna. I pezzi più grossi vengono destinati alla vendita per il riscaldamento domestico, quelli più piccoli diventano, invece, la materia prima per produrre il carbone. I pezzi vengono sistemati attorno a dei pali utilizzati per costruire una sorta di canna fumaria, fino ad ottenere una struttura piramidale alta fino a due metri e mezzo, all'interno della quale viene sistemata della brace ardente. Il tutto viene ricoperto con terra e paglia, si chiude la struttura e si attende che il fuoco faccia il suo lavoro. Il ruolo del carbonaio è quello di domare il fuoco controllando che non faccia danni e creando, dove serve, delle aperture per favorire l'ossigenazione. Al termine della cottura la carbonaia viene fatta raffreddare gettandovi sopra la terra. Con il rastrello, poi, si separa il carbone dal resto dei materiali. Differente è il processo di produzione della carbonella che richiede, invece, la cottura del legno all'interno di buche scavate nel terreno.

IL TERRITORIO
Borgo Pace, la terra dei carbonai, sorge a 500 metri di altitudine, là dove il fiume Meta si fonde con l'Auro, dando vita al Metauro. In questo borgo di 700 abitanti il rapporto con la terra e la natura è profondo e radicato. Molti dei carbonai, infatti, sono anche, e soprattutto, degli agricoltori perchè la produzione del carbone non può rappresentare l'attività principale per il sostentamento della famiglia. Eppure quello del carbonaio è un mestiere antico ed affascinante oltre che particolarmente utile per la conservazione degli ambienti boschivi che vengono, da queste persone, continuamente monitorati e manutenuti.

GLI INDIRIZZI
Il modo più affascinante per approfondire e scoprire ogni segreto di questo antico mestiere, oltre che far visita ai carbonai della zona, è quello di visitare il museo ad essi dedicato. Il Museo del Carbonaio sorge non lontano dal centro storico, all'interno di una vecchia conceria dismessa in Località Le Conce. Al suo interno è esposta la documentazione fotografica realizzata da Pier Paolo Zani sulla vita e sul lavoro dei carbonai. Le immagini ed i testi ripercorrono ogni fase dell'attività del carbonaio, dalla raccolta della legna sino alla sua trasformazione in carbone, in un viaggio antropologico di grande fascino che contribuisce a tenere in vita tradizioni e mestieri che rischiano di scomparire.

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