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Marche: 4 cose da sapere sulle paiorole di Acquaviva Picena

L’artigianato nel Piceno è donna: partendo da materiali poveri, lavoratrici abili nell’arte dell’intreccio danno vita a cestini realizzati con paglia di frumento e vimini

Comune Acquaviva Picena
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Comune Acquaviva Picena
Delizioso borgo medioevale della provincia di Ascoli Piceno, Acquaviva Picena, adagiato su una collina che domina il paesaggio della valle del Tronto, tra mura e bastioni, oltre alla rocca medievale nota per essere tra le meglio conservate delle Marche, guida alla scoperta di un vero vanto della tradizione artistica, la produzione delle paiarole che pone l'accento sui cesti realizzati con paglia di frumento, vimini e vari tipi di canne palustri.

LA TRADIZIONE Le origine di quest’arte sono piuttosto antiche: stando a quanto si legge nel volume "Una comune delle marche" in cui lo storico A. Crivellucci afferma che la popolazione acquavivana era molto impegnata nell’industria tessile e nella fabbricazione di corbe e corbelli fatti di paglia e giunco o vimini tanto da arrivare, nell’Ottocento a quota cento addetti al settore. Facendo tesoro della loro manualità, gli artigiani spesso la utilizzavano come merce di scambio con i contadini che procuravano le materie prime per la loro realizzazione o ancora barattavano i propri manufatti con beni di prima necessità come legumi, patate, castagne e carbone. A differenza di molti altri mestieri, in questo caso la lavorazione è totalmente nella mani delle donne che iniziavano giovanissimi: una volta terminato il ciclo di studio alle scuole elementari infatti, le bambine venivano istruite dai genitori affinché apprendessero i segreti della creazione artigianale delle pagliarole, oggetti dalle innumerevoli forme e dimensioni, prevalentemente si parlava di utensili di uso quotidiano come contenitori per legumi, cereali e frutta. Non solo cesti: a partire dagli anni Settanta infatti ci si avvale di questa materia prima per realizzare anche bamboline e personaggi del presepe.

LE CARATTERISTICHE Le Paiarole vengono realizzati partendo da materiali poveri come paglia di frumento, vimini ed altre piante palustri. Il lavoro era una prerogativa del gentil sesso pronto a dare forma ad utensili quali la pagliaroletta o la coppetta, di forma circolare utilizzata prevalentemente per conservare il pane o per mantenere in caldo le castagne arrostite e ancora la nannetta, di forma ovale così come i crivelli, utili per la verdura, la frutta o il pesce. Interessante la paiarola sfarina pesce, ancora oggi di grande attualità in quanto viene utilizzata tanto in casa quanto nei ristoranti per infarinare il pesce per la frittura.

IL TERRITORIO Nel 2000, grazie alla collaborazione dell'Istituto comprensivo di Acquaviva Picena e l'Amministrazione Comunale, è stato messo a punto il Museo-Laboratorio della Paiarola, inserito nel progetto provinciale "Il Piceno si racconta": qui, all’interno del mastio della Rocca medievale, al fine di raccontare una preziosa testimonianza del passato artigianale della zona, si trova una raccolta di cesti, utensili da cucina, bamboline realizzate con intreccio di paglia, vimine e materiali naturali vari.

INDIRIZZI Per chi volesse fare il pieno di tradizione, tutti i mercoledì di agosto, ad attirare l’attenzione, è la Mostra mercato di artigianato e antiquariato dove ammirare pezzi unici in grado di dare quel tocco autentico tra le mura domestiche.
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