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Piemonte: 4 cose da sapere sui pregiati arazzi di Asti

Una straordinaria storia di manualità artistica si racconta passando per quello che risulta essere l’ultimo arazziere italiano, il grande Ugo Scassa

Arazzi
 Courtesy of©SafakOguz/iStock
Arazzi
Asti, conosciuta in tutto il mondo per l’eccellenza dei suoi vini, è custode di un ricco patrimonio artistico ed architettonico che si racconta attraverso opere di grande valore messe a punto da una figura chiave, quella di Ugo Scassa, colui che, collaborando con i più grandi artisti del '900, diede grande impulso ad una tipica attività artigianale dell'astigiano quale lavorazione degli arazzi.

LA TRADIZIONE Tutto ebbe inizio nel 1957 quando Ugo Scassa, facendo tesoro di quella smisurata passione per l’arte, iniziò la sua attività di tessitore. In primis fonda il laboratorio di produzione di tappeti annodati a mano “Italia disegno” che, nel 1960, cambia veste divenendo l'Arazzeria Scassa di Asti, un laboratorio di tessitura di arazzi con telai ad alto liccio. I successi non tardarono ad arrivare, a spianare la strada fu la vittoria del concorso per la decorazione del salone delle feste del transatlantico Leonardo da Vinci a cui seguirono ordini di nuovi arazzi per le turbonavi Michelangelo e Raffaello ma non è tutto, molte delle sue opere si ammirano ancora presso i Musei Vaticani, al Museo d'arte moderna di Roma, nella Sala delle Conferenze della Biblioteca del Senato della Repubblica e nel Palazzo della Minerva.

?LE CARATTERISTICHE La tecnica utilizzata per la realizzazione degli arazzi è quella ad “alto liccio” che permette di trasporre sugli arazzi le opere di arte contemporanea. Si tratta di un metodo di lavoro che richiede grande pazienza visto e considerato che, per realizzare un metro quadrato di arazzo, sono necessarie almeno 500 ore di lavoro. Di fondamentale importanza la fase della tessitura che richiedere di intrecciare a mano migliaia di fili di lana per ottenere sul telaio infinite sfumature di colore.

IL TERRITORIO Asti è custode di un immenso patrimonio che si può scoprire visitando la Certosa di Valmanera, antico monastero costruito nell’XI secolo, al cui interno ha sede il Museo e Laboratorio per la tessitura ad “alto liccio” di arazzi e per la pulizia e il restauro di arazzi antichi dove sono esposti, in cinque sale distribuite su due piani, una collezione di arazzi tessuti su bozzetti di quadri i cui soggetti sono cartoni dei più grandi artisti contemporanei come Matisse, Miró, Klee, Ernst, Cagli, Kandinskij, Mastroianni, Capogrossi, Casorati, De Chirico, Spazzapan, Tadini e l'architetto Renzo Piano. Non in ultimo è possibile visitare anche il laboratorio di tessitura.??

INDIRIZZI Una novità riguarda proprio il 2015: dopo tanto discutere Scassa ha ritirato l’offerta di donare al Comune 17 opere più un tappeto e di dare in prestito il resto della sua collezione. Proprio così, quello che doveva essere il Museo degli Arazzi “Scassa”, ospitato all'interno del Palazzo Alfieri, non sarà allestito al posto della vecchia sede della biblioteca civica: a quanto pare il Maestro, non apprezzando il polverone che si è alzato a seguito della sua decisione, ha bloccato il progetto decidendo di rimere fedele alle Certosa dove tornerà il laboratorio e dove resterà a vivere ma, a quanto pare, sarà allestita, probabilmente a settembre, un'esposizione temporanea delle sue opere.
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