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Piemonte Asti

Ad Asti per inebriarsi di Moscato

Il Moscato più famoso del nostro Paese è uno dei prodotti più caratteristici della vitivinicoltura piemontese. Scopriamone i segreti

Uva bianca
©iStockphoto
Vitigno di uva bianca con bottiglia e bicchiere
Ci sono luoghi generosi dove regna la pace, contraddistinti da sfumature indimenticabili: è il caso delle colline intorno ad Asti, il cui territorio regala frutti preziosi come l’uva moscato bianco destinata a produrre l’Asti Docg e il Moscato d’Asti Docg. L’area è stata delimitata nel 1932 e comprende 52 comuni che si trovano nei territori delle province di Alessandria, Asti e Cuneo, con la superficie totale del vigneto a moscato bianco di circa 9700 ettari ed oltre 4000 le aziende coinvolte nella produzione. Ciò che rende questi luoghi così affascinanti è la varietà che li caratterizza. Il moscato bianco, vitigno aromatico diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo fin da tempi antichissimi, fa riferimento al latino muscum, ovvero muschio, grazie al suo tipico aroma. Si deve a Giovan Battista Croce, gioielliere di Carlo Emanuele I, lo sviluppo in Piemonte di una tradizione enologica basata su vini bianchi aromatici e poco alcolici, a fianco dei vini rossi della tradizione. Il riconoscimento della DOC risale al 1967, quello della DOCG al 1993. Le uve destinate alla produzione di Moscato d'Asti DOCG devono provenire unicamente dai comuni in provincia di Alessandria, in provincia di Asti, in provincia di Cuneo ed è ammesso l'uso del solo vitigno moscato bianco.

Uve bianche

Il Moscato d’Asti, le caratteristiche 
Il Moscato d'Asti DOCG è un vino che si presenta di colore giallo paglierino brillante; al naso sprigiona un profumo caratteristico, intenso, dall'inconfondibile aroma muschiato, a cui si aggiungono note fruttate e floreali di frutta gialla, fiori bianchi, salvia; in bocca è delicatamente dolce e fragrante, e riconferma le straordinarie note olfattive. Tradizionalmente abbinato ai dolci, regge bene il confronto anche con molte pietanze salate, in particolare con i piatti speziati della cucina etnica. Non solo come vino dei brindisi e compagno ideale di ogni dessert: per la sua versatilità, è perfetto anche per una cena, magari in contrasto con piatti dai toni decisi, come ingrediente per una ricetta fuori dall’ordinario, oppure come drink per un aperitivo capace di stupire. Grazie alle sue caratteristiche raffinate si abbina infatti a contesti ricercati e originali ed è la scelta ideale per chi vuole scoprire nuovi territori del gusto.

Moscato d'Asti Marcarini

Perché il Moscato d’Asti è speciale
Il Moscato d’Asti docg è il Moscato più famoso del nostro paese e uno dei prodotti più caratteristici della vitivinicoltura piemontese. E non è solo compagno per i momenti più speciali, se si pensa che per i contadini che lavoravano la terra era il vino migliore da abbinare ad una genuina merenda salata. E’ dolce ma non stucchevole con il suo aroma inimitabile e il sapore delicato ed intenso. Un vero vino della tradizione che, nel tempo, ha raggiunto livelli qualitativi straordinari anche grazie alla diffusione della moderna tecnologia, in particolare quella legata alla catena del freddo che ha consentito di mantenere nel vino gli aromi e i sapori dei grappoli e di stabilizzare il prodotto permettendone conservazione e trasporto. A renderlo unico sono soprattutto l’intensa componente aromatica in armonia con quella zuccherina e un basso tenore alcolico. A livello produttivo, si differenzia dall’Asti docg soprattutto per la fermentazione, arrestata al raggiungimento della gradazione alcolica di circa 5% vol. Inoltre il Moscato d’Asti, pur non essendo uno spumante, mantiene una vivacità che lo rende inconfondibile.

Bicchiere di Moscato

Il Moscato d’Asti docg è sottoposto agli stessi controlli previsti per l’Asti Spumante. Con la docg il Consorzio ha costituito al suo interno il Consiglio del Moscato d’Asti al fine di tutelare il prodotto dalle imitazioni, incrementarne il livello qualitativo e valorizzarne l’immagine. Il Consorzio per la tutela dell’ASTI viene fondato il 17 dicembre del 1932 grazie alla dedizione di famiglie capaci di qualunque sacrificio in nome del territorio. L’attività iniziale fu di far vinificare sotto la sola denominazione di “ASTI” il vino tutelato, di definire la zona di origine, il vitigno moscato bianco, la tecnica di preparazione e le tipologie finali. Come marchio fu scelto il patrono d’Asti, San Secondo a cavallo, ancora oggi simbolo inconfondibile del Consorzio e garanzia di eccellenza in tutto il mondo.

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