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Sicilia Palermo Vini tipici Cusumano

In Sicilia una delle cantine più importanti del sud

I Vini Cusumano sono una realtà importante per il Made in Italy, complice anche Re Ferdinando IV di Borbone. Scopriamo perché

Vini Cusumano
© Italia a tavola.net
Bottiglie di vini Cusumano
La provincia di Palermo è ricca di comuni che hanno tutti delle proprie peculiarità, e tra le caratteristiche della zona figurano le colline coltivate a vite che superano i 700 metri di altitudine, dove crescono vigneti circondati da bellissimi boschi. In questa realtà si colloca una delle più importanti cantine di tutta la Sicilia e in generale di tutto il Meridione italiano, la Cusumano, nata con i fratelli Diego e Alberto Cusumano che l’hanno scelta con il papà Francesco come punto di partenza per la loro appassionante sfida di creare vini che sappiano esprimere la qualità e il carattere di un territorio unico, dove tra la natura mozzafiato la viticoltura è un’attività antica.

Vitigni della Tenuta Ficuzza / © Cusumano.it

Gli oltre cinquecento ettari vitati della tenuta sono distribuiti, però, anche in altre aree geografiche, tra l'altro molto diverse tra di loro: da Ficuzza nel palermitano fino a San Giacomo non lontano da Caltanissetta, da Monte Pietroso ad Alta Mora lungo le pendici dell’Etna, da Presti e Pegni a Monreale fino a Pachino, con quest’ultimo in cui si incontra la sede centrale che funge da fulcro operativo di tutta l’impresa. Ma la sede storica della cantina Cusumano si trova a Partinico. Nata nel 2001 con l’obbiettivo di coniugare territorio e tecnologia con un approccio che sappia unire qualità e quantità avvalendosi di metodi produttivi artigianali, è un’azienda che oggi supera i due milioni di bottiglie all’anno con i suoi vigneti sparsi per la Sicilia. Particolarmente vasta è dunque la gamma di etichette, in grado di rappresentare con autenticità i diversi vitigni utilizzati e le diverse aree di provenienza. Oggi i numeri di Cusumano dicono che circa la metà della produzione viene esportata all’estero, portando alto nel mondo il valore del Made in Italy, aggiungendo una buona pubblicità alla Sicilia che fa leva su lavoro, le tradizioni e la voglia di guardare al futuro con ottimismo.

Tenuta di Presti e Pegni / © Cosumano.it

Ogni zona ha un particolare microclima e si presta alla coltivazione di specifici vitigni. In generale, la cantina si dedica sia a varietà internazionali che autoctone, dal Nero d’Avola al Merlot, dal Syrah al Catarratto, passando anche per Insolia, Pinot Nero, Moscato, Merlot, Cabernet Sauvignon e tanti altri. Territorio e identità sono le parole fondamentali durante il percorso produttivo di ogni bottiglia, e, sia in vigna che in cantina, si cerca di mantenere intatte le caratteristiche uniche delle uve coltivate, senza stravolgere quello che madre natura ha concesso durante l’annata. I vini spaziano dai blend ai monovarietali, arrivando fino alle bollicine. Tante sono le espressioni territoriali comprese in ciascun’etichetta, ognuna col suo valore e con la sua storia, caratteristica di una cantina dove qualità e quantità riescono a viaggiare verso gli stessi obiettivi, permettendo al degustare di scoprire l’essenza dei vini siciliani.

Brut 700 sml / © Cusumano.it

Quando ci si ritrova di fronte al “Sàgana” o al “Benuara”, oppure con in mano un calice di “Noa”, di “Angimbé” o di “Jalé”, subito si viene ricondotti al nome Cusumano, capace di trasmettere un grande amore per le proprie terre, sia che si tratti dei più tipici Nero d’Avola o Insolia, oppure che si tratti di etichette figlie di varietà non così tradizionalmente radicate nel territorio, come Merlot, Syrah o Chardonnay. Che siano vini rossi e bianchi, rosati e spumanti,  sono sempre piacevoli ed eleganti. Per celebrare l’eleganza della Tenuta Ficuzza, ad esempio, si può bere  700 slm, un Brut Metodo Classico ricavato dai vigneti di Pinot Nero e Chardonnay che si trovano a 700 metri sul livello del mare: proprio l’altitudine e il terreno offrono il giusto stimolo al Pinot Nero per sviluppare tutta la sua eleganza, mentre il resto è frutta della vinificazione e fermentazione a temperatura controllata del solo mosto fiore per preservare l’acidità preziosa per la sua longevità. Dopo 5 mesi ha inizio la rifermentazione in bottiglia seguita da 36 mesi di riposo sui lieviti. Particolare è la storia del Salealto, un vino frutto di curiosità e ricerca. Ripercorre infatti la storia di Re Ferdinando IV di Borbone e della Real Casina di Caccia di Ficuzza, dove nel 1800 il sovrano conservava il proprio vino prodotto con uve di vigneti situati nei dintorni della Tenuta Ficuzza. Al re piaceva un vino ottenuto da Insolia, Grillo e Zibibbo in parti uguali, vinificati separatamente e poi affinati insieme, quello che oggi si può assaporare con il Salealto. 

Bottiglia di Solealto / © Cusumano.it

Oltre ai vini da re, tante sono le etichette da provare che si possono acquistare facilmente anche su Amazon. Scopriamone alcune

Rosso ITG Terre Siciliane Benuara: perfetto con affettati e salumi, carni bianche e rosse, pasta e risotti

Syrah ITG: morbido, caldo, vellutato e di buona persistenza fruttata.

Jalè DOC: uno dei vini bianchi più pregiati della cantina

Terre Siciliane IGT Angimbè: dalla personalità intensa, calda e seducente

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