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Roma Chiesa di Santo Stefano Rotondo 

Roma, Santo Stefano Rotondo tra macabro e spirituale

Uno dei tesori nascosti della Città Eterna svela episodi terribili della storia della Controriforma

Interno
©Di ho visto nina volare from Italy - roma2010, CC BY-SA 2.0, Wikimedia Commons
Interno della Chiesa di Santo Stefano Rotondo
Incastonata tra ospedali e grandi cedri del colle Celio, la chiesa di Santo Stefano Rotondo di Roma, eretta ai tempi di Papa Simplicio tra il 468 e il 483, è quasi nascosta alla vista, anche perché è una struttura che non ha una vera e propria facciata. Bisogna quindi entrare per restare stupiti della bellezza che esprime un interno cosi armonioso ed etereo che pare di trovarsi in un’altra dimensione, grazie anche alla simmetria di cerchi concentrici, essendo l’edificio a pianta circolare.

E’ la sua forma rotonda ad attrarre l’attenzione in un primo momento, poiché ricorda la Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Fino a quando non si scoprono le pareti. Che, al contrario, svelano qualcosa di sconcertante e davvero macabro. ovvero un ciclo del Pomarancio che descrive gli innumerevoli modi in cui può essere martirizzato un povero cristiano. Nel 1580 fu costruito al centro dell’aula un recinto ottagonale a stucco, decorato da Antonio Tempesta con le Storie di Santo Stefano, la Strage degli Innocenti e la Madonna dei Sette Dolori. Nello stesso periodo si iniziò anche a lavorare alla decorazione interna ad affresco con il Pomarancio. Insieme a Matteo da Siena, che si occupò prevalentemente delle prospettive, l’artista realizzò ben 34 scene raccapriccianti del martirio di numerosi santi, con gli affreschi che ben riflettono lo spirito della Controriforma. Vengono infatti esaltati il martirio e il terrore delle punizioni inflitte, rappresentate qui in ogni modo. Si possono vedere santi e martiri divorati da belve feroci, affogati, bolliti, bruciati, accecati, storpiati e martoriati.

Ma perché la presenza di queste scene cosi forti in una chiesa? Le rappresentazioni così crude miravano a svolgere l’importante ruolo educativo di lezione didattica poiché avvertivano i giovani sacerdoti in partenza per l’Evangelizzazione cristiana sui pericoli che avrebbero potuto incontrare. Un’altra caratteristica della struttura la rivela lo scavo che ha portato alla scoperta, nel 1973, di un santuario dedicato al Dio Mitra, il cui culto era diffuso soprattutto tra i soldati romani: si tratta di uno dei mitrei più grandi tra quelli scoperti a Roma. In origine era decorato con affreschi di elementi vegetali e presentava anche una statua marmorea di Mitra che nasce dalla roccia, con accanto una piccola vasca di marmo piena di ossa di gallo e di numerose epigrafi di militari fedeli al Dio. 
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