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Ferrara monumenti Palazzina Marfisa d'Este

Ferrara: nel Palazzo Marfisa d'Este con il fantasma

E' uno dei migliori esempi di residenza signorile del Cinquecento ed ancora oggi si aggira il fantasma della nobildonna che lo abitava

Il retro della Palazzina Marfisa d'Este
©CC BY 3.0,Wikipedia
Ferrara, retro della Palazzina Marfisa d'Este 
A Ferrara, tra i migliori esempi di residenza signorile del XVI secolo, spicca la Palazzina di Marfisa d’Este. Si tratta di un palazzo storico edificato a partire dal 1559, tipica dimora estense, fatto costruire per volere del Marchese Francesco, figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia. Nel 1578 toccò in eredità alla figlia Marfisa che, amante delle arti, era anche la protettrice di Torquato Tasso. Fu lei ad abitare la palazzina fino all’anno della sua morte, avvenuta nel 1608, quando iniziò anche il degrado della sua dimora. Nel 1861 divenne proprietà comunale e i lunghi anni impegnati nei lavori di restauro furono coronati nel 1938 con l’inaugurazione del percorso museale che trova il suo punto di forza nella sequenza di sale decorate a grottesca con inventiva e raffinatezza, negli antichi arredi del XVI e XVII secolo, nel giardino e nelle logge.

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La Sala delle Imprese, chiamata anche Sala Rossa, si presenta con uno splendido soffitto dove sono raffigurate molte imprese di Francesco d’Este. Ci sono altre interessanti opere come il Ritratto di Marfisa d’Este, il busto di marmo di Ercole I d’Este e l’altorilievo della Madonna in trono con San Giorgio e guerriero orante. La Loggetta dei Ritratti è dominata dall’elegante decorazione a grottesche dove spiccano Marfisa e la sorella Bradamante ancora bambine. La Sala del Fetonte si offre con una parte occupata da un elegante lavabo cinquecentesco in pietra e un’altra con il ritratto di Margherita Gonzaga. Poi ci sono la Sala dei Banchetti, con l’arredamento tipico di una sala da pranzo, lo studiolo, la Sala Grande dall’elegante soffitto, la Sala del Camino dominata da un monumentale camino del XVI secolo e la loggia affrescata a finto pergolato che chiude l’ampio giardino.

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Ad accrescere il fascino dell’edificio la leggenda che vuole il fantasma di Marfisa d’Este aggirarsi ancora tra le mura e apparire talvolta anche per le strade della città su un cocchio di cavalli bianchi ed il seguito dei suoi numerosi amanti morti. Sembra, infatti, che la nobile fanciulla, colta e molto bella, appariva come donna perfetta di cui era impossibile non innamorarsi. La tradizione la ricorda bella quanto crudele perché, sembra, attirava i suoi tanti amanti nei modi più disparati per poi assassinarli utilizzando trabocchetti che confluivano nei pozzi a rasoio, o da taglio, allora utilizzati anche in altri castelli. Ma i più preferiscono credere alla storia che ne l'ha resa, al contrario, una moglie fedele e con molti figli. 

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