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Troia Cattedrale

Puglia, i misteriosi simboli della Cattedrale di Troia

Il capolavoro architettonico del borgo pugliese cela una vasta quantità di simbolismi tutti da scoprire

Cattedrale di Troia
©Di Tango7174 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Facciata della Cattedrale di Troia
Il borgo di Troia, in provincia di Foggia, è uno dei quei luoghi che vale la pena visitare per le tante sorprese che riserva al visitatore. Roccaforte del periodo bizantino, ospita numerosi tesori architettonici tra cui spicca la Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta. Costruita intorno al XII secolo sulla base di un preesistente edificio bizantino, racchiude in se diverse particolarità che non possono sfuggire a chi ne approfondisce la visita e la storia, quest’ultima legata al Vescovo Guglielmo II che ne commissionò l’edificazione. A lui e alle sue gesta sono dedicate le decorazioni delle porte in bronzo all’entrata principale e laterale della Cattedrale.

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Ad attirare maggiormente lo sguardo è la splendida facciata dai diversi stili architettonici, con lo splendido rosone ad undici colonne unico nel suo genere per la particolare tecnica di scultura a traforo che da l’idea di un ricamo di pietra. Chi fissa attentamente la facciata può scorgere parte di un alquerque, quello che era un antichissimo gioco da tavolo astratto originario del Medio Oriente, visibile nella parte superiore ma quasi totalmente cancellato nella parte dei due quadrati inferiori. Ma cosa rappresenta un gioco di altri tempi sulla facciata di una chiesa? Molti gli attribuiscono un significato magico usato per contrassegnare luoghi particolari, in questo caso di sacralità. A questo si aggiunge un lungo elenco di simbolismi. Come sui capitelli di imposta del portale di bronzo, dove si ammirano immagini antropomorfe e fitomorfe che simboleggiano Paradiso e Inferno. 

La porta centrale ha gli stipiti lisci, due capitelli e un architrave riccamente istoriati. Ad un’attenta interpretazione l’architrave è un monito alla conversione, in quanto si vede al centro Gesù benedicente sul trono, ai suoi lati Maria, Pietro, i quattro evangelisti e ii due santi patroni, Eleuterio e Secondino. In queste rappresentazioni di solito accanto a Gesù c'è San Giovanni Battista, sostituito qui da San Pietro che riceve le chiavi del Paradiso. Quattro cerchi racchiudono un Uomo alato, un Leone, un Toro, un Aquila, i simboli che la tradizione cristiana vuole dei quattro evangelisti, rispettivamente Matteo, Marco, Luca, Giovanni. Per chi riesce ad interpretarli, poi, non mancano elementi di eternità, morte, resurrezione, peccato, divinità, trinità e macrocosmo e microcosmo che si affollano tra gli archi e le colonne del rosone traforato. 
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