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Spada nella Roccia San Galgano eremo cappella Rotonda abbazia

La vera spada nella roccia? Si trova in Toscana

La Rotonda di Montesiepi custodisce la spada nella roccia di San Galgano. E molte altre leggende

Excalibur
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Spada nella roccia (immagine generica)
Quello della spada nella roccia è un mito che deriva dalla Materia di Bretannia, più nota come Ciclo arturiano, ovvero l’insieme delle leggende legate a re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda. Una vasta ed eterogenea produzione letteraria ha impresso nell’immaginario collettivo alcuni temi protagonisti di queste vicende, tra cui la mitica spada conficcata in una roccia che solo il predestinato re di Gran Bretagna può estrarre. Ebbene, la leggenda affonda le radici in terra anglosassone, eppure in quelle zone nessuno può vantare di possedere veramente una lama conficcata in una roccia, onore che invece l’Italia detiene: nella campagna toscana, per la precisione a Chiusdino (Siena) un eremo che fa da scrigno ad una spada penetrata in un macigno roccioso.

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La 'spada nella roccia' è tutta italiana quindi, ed è visibile presso la Rotonda di Montesiepi, cappella dalla pianta circolare costruita a pochi passi dall’Abbazia di San Galgano - splendido esempio di architettura cistercense oggi completamente scoperchiata ma ancora di indubbia bellezza. Il complesso, fu fatto erigere a memoria di Galgano Guidotti, cavaliere divenuto Santo che qui si ritirò in eremitaggio, rinunciando alla vita mondana e soprattutto alla guerra. E’ proprio la spada a simboleggiare la sua abdicazione, e, leggenda vuole, egli la conficcò a testimonianza della rinunzia, ritirandosi a vivere in piccolo romitorio, che venne ampliato nel XIV secolo, e successivamente nel XVII.


La Rotonda di Montesiepi

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Seguendo il percorso indicatogli dall’Arcangelo Gabriele durante due visioni che misero Galgano sulla via della santità, egli giunse a Montesiepi, dove gli apparve Dio e incontrò dodici apostoli: egli conficcò la spada in una roccia perché mancava una croce in quel posto, e non c’era nemmeno legname. Tuttavia durante un suo pellegrinaggio dei monaci invidiosi ruppero la spada che non riuscivano ad estrarre dalla roccia, ma Galgano, una volta tornato, riuscì a riattaccare l’impugnatura per intercessione divina.  

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Le leggende non si limitano alla vita del santo: la forma cilindrica della cappella, la volta emisferica internamente decorata con ipnotici cerchi concentrici, gli ‘errori’ in alcune opere d’arte (c’è un affresco con una Madonna a tre mani), la particolare simbologia, le suggestioni che si legano alla saga dei templari, la camera vuota che sorgerebbe alla base della cappella e conterrebbe diversi segreti, forse addirittura il Sacro Graal, le due mani mummificate nell’attigua cappella Lorenzetti, e ovviamente la seducente spada infilata nella roccia - che esami metallografici datano al XII secolo - avvolgono l’eremo di mistero e suggestione. 
 
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