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C'è un cavallefante nel Duomo di Bressanone

I magnifici affreschi custoditi nel chiostro del Duomo svelano una simpatica curiosità

Affreschi del Duomo
©Di Casalmaggiore Provincia - Opera propria, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Duomo di Bressanone, affreschi del chiostro
Bressanone è una località che si menziona soprattutto durante le vacanze di Natale, complici gli splendidi Mercatini che ogni anno attirano migliaia di turisti. In realtà la splendida città in provincia di Bolzano è la più antica del Tirolo e custodisce tesori inaspettati. Già il centro storico è un vero gioiello, con i vicoli pittoreschi, i portici, i bei palazzi e i rinomati caffè a cui si aggiungono le eccezionali testimonianze di arte e cultura. Il Duomo di Santa Maria è un tripudio di marmi, candelabri in vetro di Murano, affreschi che sintetizzano il barocco tipicamente italiano e non lo stile tirolese che ci si potrebbe aspettare. Ma la struttura è particolare per presentarsi con quasi tutti gli stili architettonici, dal romanico fino all’eclettismo ottocentesco. La sua costruzione romanica originaria risale al XII secolo, a croce latina con tre navate, tre absidi e 2 campanili.

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Ampliamenti e ristrutturazioni sono stati fatti in epoca gotica e barocca. L’altare centrale di Theodor Benedetti e vari affreschi e statue sono del Settecento. Accanto al Duomo si trova l’ingresso che porta al suggestivo chiostro, decorato con un ciclo di affreschi tra i più importanti di tutto l'arco alpino. Gli affreschi non avevano la sola funzione di decorare e abbellire il chiostro, ma servivano anche per illustrare in modo chiaro la storia della vita e della sofferenza di Cristo alle persone meno colte che non sapevano leggere. I più curiosi potrebbero scovare un dettaglio che spesso sfugge ai più: nella volta della terza arcata è raffigurato un animale molto particolare in quanto si vede un incrocio tra un cavallo ed un elefante. Non a caso viene conosciuto come un cavafellante.

L’animale cosi originale fa parte della rappresentazione della battaglia di Eleazar, Lazzaro, contro i siriani, che attaccarono Israele con l'utilizzo di elefanti. Quando ricevettero l'ordine di affrescare il chiostro gli artisti del tempo si trovarono davanti ad un problema spinoso, perché non sapevano certo come disegnare un animale esotico di una terra lontana che non avevano mai visto prima. E’ stato con la forza dell'immaginazione che si decisero a scegliere come modello l'animale più grande che conoscevano, il cavallo, per aggiungere poi gli elementi tipici dell'elefante conosciuti solo attraverso i racconti orali. La storia cittadina, infatti, narra che il famoso elefante Soliman, dono da parte del re di Portogallo al nipote Massimiliano d’Austria, provenendo dall’India sostò a Bressanone solo nel 1551. 
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