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Megaliti Aosta sito archeologico Saint Martin de Corléans 

Aosta megalitica: la piccola Stonehenge tra le Alpi

Saint Martin de Corléans è un sito archeologico molto particolare, per ora ancora chiuso al pubblico

Saint Martin de Corléans, aosta 
©Regione Autonoma Valle d'Aosta 
Saint Martin de Corléans
C’è una piccola Stonehenge in Valle d’Aosta. Si trova a Saint Martin de Corléans, ad Aosta, e per ora è chiusa al pubblico in attesa dei lavori di allestimento del polo museale che le sta sorgendo attorno, per valorizzarla e permettere agli utenti di usufruirne pienamente, ma la curiosità è tanta e il suo valore già confermato. Si tratta infatti di un giacimento preistorico di valenza mondiale, che occupa circa 1 ettaro di superficie, e che fino al 1969 era sepolto sotto 4-5 metri di terra. Assieme al sito di Cromlech del Piccolo San Bernardo, è l’unica area megalitica dell’Italia nord occidentale. 
 
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L’area è stata riportata alla luce quasi mezzo secolo fa, ma si dovrà attendere la primavera del 2016 per visitarla (anche se si ipotizzava un’apertura parziale già per la fine di quest’anno). Sarà uno dei più interessanti siti archeologici in Europa, con i suoi quasi cinque millenni di storia stratificatisi nel corso dei secoli. I reperti suggeriscono infatti sei fasi storiche, succedutesi tra il 3000 e il 110 avanti Cristo: nel sito è presente una necropoli risalente al Neolitico e utilizzata sino all’età del Ferro, e presumibilmente i resti della mitica città di Cordelia, fondata dai Salassi, popolazione di origine celtica. I reperti ritrovati consistono in stele di pietra incise dalle forme antropomorfe, e vari oggetti in vetro e ceramica oggi conservati al Museo Archeologico Regionale. 
 
 
Per ben due millenni l’area ebbe funzione cimiteriale, destinata probabilmente ad ospitare i defunti dei membri più eminenti della comunità, e le strutture costruite sopra la terra portano con sé una suggestiva ‘mappatura’ astronomica. L’intervento attualmente in corso prevede l’apertura di un museo di oltre 3000 metri quadrati, un’area di 4000 metri in cui i reperti verranno collocati nel loro contesto originario, permettendo di compiere diversi percorsi di visita alla scoperta del sito, infine un centro studi e un’area di aggregazione. Purtroppo ad oggi non è ancora prevista una data di apertura ufficiale, questione che non manca di sollevare polemiche.
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