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Viaggio da paura in Medio Oriente con Alì F. Mostafa!

Tra Emirati Arabi, Libano e Giordania si svolge l'odissea di tre amici ritrovatisi tra memoria, presente e futuro

cineama
"Il primo regista del Golfo di livello internazionale" lo ha definito Variety. In questo caso si parla del Golfo Persico, da dove Alì F. Mostafa è partito per il suo ultimo Viaggio da paura (in originale: From A to B). Una storia che forse oggi sarebbe difficile da girare e che nel marzo del 2014 ha impegnato per circa due mesi la troupe in un tour del Medio Oriente più affascinante, quello che sogniamo di tornare a visitare senza ansie e che oggi possiamo ammirare sul grande schermo grazie al Road Trip attraverso Arabia Saudita, Giordania, Siria e Libano.

Duemila e quattrocento chilometri percorsi dai tre amici protagonisti, provenienti da tre diverse nazioni dell'area in questione e cresciuti lontani da casa, che si ritrovano dopo la morte del loro miglior amico, una star della pallacanestro locale uccisa durante un raid aereo sul Libano. In sua memoria i tre decidono di mettersi in viaggio, durante la Primavera Araba del 2011 (prima dell'attuale diffusione dell'ISIS e della guerra in Siria, quindi), partendo da Abu Dhabi negli Emirati Arabi per raggiungere Beirut nel giorno del compleanno dello scomparso Hadi.

Con questo obiettivo in mente, Mostafa racconta una storia di amicizia e di ferite da sanare, ma soprattutto di vita ritrovata. E scoperta. Come quella che potrebbero scoprire i più, all'oscuro delle meraviglie di questo angolo di mondo, divenuto sempre più lontano. "La maggior parte delle scene sono state girate sul posto - ha rivelato il regista. - Le scene di Petra, Wadi Rum e Abu Dhabi soprattutto. Non abbiamo potuto girare in Siria per ovvie ragioni, e cosi abbiamo utilizzato Amman, in Giordania, al suo posto, come avevano già fatto The Hurt Locker e Zero Dark Thirty prima. è stato emozionante viaggiare in questi scenari e credo che appaiano incredibili sullo schermo. Si vede davvero che incredibili panorami abbiamo ditro le nostre case.". "Il risultato è fenomenale - continua, - abbiamo lo stile moderno e le fantastiche architetture di Abu Dhabi e le aree più remote, i deserti sauditi, le antiche meraviglie della Giordania, la Siria lacerata dalla guerra e alla fine la Beirut metropolitana. è visivamente impressionante".

"Non è la destinazione, ma il tempo che passiamo insieme. On the Road", si legge nella presentazione ufficiale del film. Ed è questo lo spirito del cineasta cresciuto tra Dubai e Londra, che ha voluto fortemente realizzare questo progetto. Anche a costo di convincere chi aveva paura di veder invasi i propri territori che non avrebbero girato un altro Fast & Furious 7. Niente macchine roboanti e incidenti spettacolari. Al massimo un treno. ma molto speciale. "C'è una scena in Viaggio da paura nella quale abbiamo usato lo stesso treno e la stessa location di Lawrence of Arabia - confida Mostafa. - è stato uno dei film che mi ha ispirato di più, e ammiro molto David Lean, il suo regista". Ma sono molti i registi di riferimento per un giovane filmmaker come lui, che cita Steven Spielberg e Michael Bay quando rivela di aver utilizzato lo stesso loro scout per le scene di Petra e Wadi Rum in Giordania: "ho sempre considerato questi artisti come leggende e avere l'opportunità di girare nelle stesse location ha significato molto per me". E per noi, che ci godremo volentieri il risultato finale.
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