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Trieste location film ragazzo invisibile salvatores Friuli Venezia Giulia

È Trieste la casa del ragazzo invisibile di Salvatores

Per la Seconda generazione del suo supereroe italiano, il nostro Premio Oscar continua il viaggio alla scoperta del capoluogo giuliano.

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Da Trieste passava persino l'Orient Express, ma spesso nella sua storia (anche cinematografica, più o meno recente) la città giuliana è stata ponte, tappa, passaggio… Non per il napoletano, e milanese di adozione, Gabriele Salvatores che, dopo avervi ambientato il suo precedente film sul giovane supereroe italiano ha scelto di continuare quella storia proprio mettendo al centro della narrazione il capoluogo del Friuli-Venezia Giulia. Di nuovo. Il suo nuovo Il ragazzo invisibile: Seconda generazione, infatti, ruba abbondantemente da quei vicoli, scorci, interni e quant'altro…

A partire dall'Università Centrale, già trasformata nella scuola di Michele Silenzi, oggi sedicenne e costretto a tornare alla sua vita normale dopo aver scoperto di essere "speciale". Come molti ragazzi della sua età, Michele vive un'adolescenza tutt'altro che serena: la ragazza dei suoi sogni ama un altro e il rapporto con gli adulti è sempre più difficile. E così lui si ritrova sempre più solo, infelice e anche un po' arrabbiato col mondo. Tutto questo finché nella sua vita non fanno irruzione una misteriosa ragazza di nome Natasha e la sua madre naturale, Yelena, due donne che stravolgeranno completamente la sua esistenza, chiamandolo a una nuova avventura alla quale non potrà sottrarsi.



Dodici settimane di riprese, tra agosto e ottobre 2016, ancipate da una corposa fase di casting (soprattutto per identificare le molte comparse necessarie alle scene all'interno dell'istituto) e seguite da qualche polemica (per un video postato dal protagonista Ludovico Girardello, a spasso sotto la pioggia, giudicato irriguardoso), che sullo schermo hanno fruttato un film davvero internazionale, sin dall'apertura, nei cunicoli di Rabat, in Marocco!

"Niente di quello che c'è in questo film, a livello scenografico, era così come lo vediamo - ci mette in guardia lo stesso regista. - È tutto reinventato: A partire dalla Villa degli speciali. Rabat l'abbiamo ricostruita a Malta, dove c'è una città che si chiama Mdina, appunto, costruita con la pietra gialla che assomiglia molto a quella africana… Le scene di Montecarlo sono nel palazzo della Regione di Trieste; Amburgo è in un sottoportico del Porto Vecchio, sempre di Trieste; Amsterdam, in un gioielliere di Roma e in un vicoletto di Trieste. Insomma, è così che si fa: è il bello del cinema".

Ma, come aggiunge: "Trieste è assolutamente Trieste". E si vede! Nelle scene della Galleria Scipione De Sandrinelli, dominate dalla Scala dei Giganti, o in centro, intorno alla più riconoscibile Piazza Unità d'Italia, dove è stata completata una delle sequenze clou, che aveva reso necessario distribuire (finti) cecchini sul Palazzo della Regione, sulla Prefettura e sull'Hotel Duchi d'Aosta. Ma anche, in alcuni casi, al Castello di San Giusto, alla villetta di Opicina scelta per situarvi la casa del protagonista e di sua madre (Valeria Golino, commissario della Questura ricostruita nella palazzina dell'autorità portuale in Porto Vecchio) e al palazzetto di Chiarbola dove si allena Stella. Non più l'Ursus - esploso nel primo film - sostituito nel sequel dal Gasometro di via d'Alviano. "Ci fa molto piacere che venga utilizzato questo altro esempio di archeologia industriale che ha molto colpito Salvatores - commentava a Il Piccolo Federico Poillucci, presidente della Friuli Venezia Giulia Film Commission. - Auguriamo al Gasometro la stessa fortuna dell'Ursus che, dopo l'uscita del film, ha vissuto una stagione fortunata di rivalutazione anche dal punto di vista turistico".
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