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Toronto e un pizzico di Costa Rica, le armi segrete di Suicide Squad

Il film della DC Comics sorprende il pubblico, già dalle riprese action 'offerte' a fortunati e imprevisti spettatori

WARNER BROS
Nel Suicide Squad di David Ayer l'Universo DC è forte, sin dall'inizio. Se ne saranno accorti quanti, nel vedere il film, si sono trovati subito davanti a riferimenti di vario tipo a Superman, Batman, Robin, il Joker. Ma tanti riferimenti a Gotham e Metropolis (e dintorni) per una volta potrebbero essere ampiamente fuorivianti, visto che la Midway City del film ha le sembianze di una metropoli molto diversa - nella sostanza, se non del tutto nella forma - da New York, Chicago, Minneapolis, Detroit, Cleveland e dalle tante città statunitensi chiamate in causa come riferimenti reali delle suddette. Siamo, infatti, come ampiamente mostrato sullo schermo, nella splendida e moderna Toronto, capoluogo della provincia dell'Ontario e centro più popoloso del Canada.

A confondere ulteriormente le idee, la troupe si è tolta persino lo sfizio di spostarsi in massa oltre confine per girare alcune sequenze di Cara Delevingne persino nei boschi del Nord del Costa Rica, tra la primavera e l'estate del 2015. Godendo della comoda sistemazione negli Hotel Four Seasons e Intercontinental di Escazú, vicino alla capitale San Josè, lo stesso produttore Sergio Miranda ha spiegato di aver approfittato della splendida natura di Sarapiquí (nella Provincia di Heredia) e Pococí (in quella di Limon) per girare tre scene tra quelle iniziali, nelle quali si presenta il personaggio dell'archeologa June Moone che vediamo in una cella controllata da due guardie costarricensi e nella foresta, cercando la grotta dove sarà posseduta dall'Incantatrice situata molto vicina alla Hacienda Sueño Azul di Horquetas de Sarapiquí (dove si trova anche l'hotel e la riserva privata dove Cara e la crew hanno alloggiato).

Poca cosa (si fa per dire) rispetto al grosso delle riprese, almeno quelle avvenute fuori dai grandi studios della Paramount di Los Angeles e di Pinewood a Port Lands, nella stessa Toronto, città che in compenso ha offerto a molti la possibilità di vivere un dietro le quinte unico e di vedere all'opera grandi star del calibro di Will Smith, Margot Robbie e Jared Leto. Tra la fine di aprile e la fine di maggio 2015 si sono infatti succeduti gli avvistamenti dei nostri eroi nel centro della città resa celebre dall'importante Festival Cinematografico grazie alla lavorazione di scene importanti proprio in alcune strade principali come Yonge, Adelaide Street e altre.

Per una sequenza in auto fuori dai teatri, i realizzatori hanno cercato di girare l’inseguimento della macchina del Joker da parte della Batmobile lungo dieci isolati e mezzo (tra Wellesley St and College St) di Yonge Street, l'arteria principale che attraversa la città. Pensata per essere girata in tre notti, la scena ha richiesto la chiusura della strada dalle 20:00 alle 05:00 del mattino, che la città ha accordato. Ma nell'era dei social media, mantenere segrete le riprese è impossibile; quindi la prima notte sono accorsi migliaia di fan per le strade. La seconda notte però, ce n’erano oltre 30.000, fianco a fianco sul marciapiede per più di un miglio. Considerando il posto non più sicuro per effettuare le acrobazie, invece di smetterla, i produttori hanno pensato: "Tutte queste persone sono venute a vedere la Batmobile… diamo loro la Batmobile". Così l’hanno fatta camminare lentamente lungo la strada, lasciando che la gente facesse le foto. Una volta accontentati, i fan se ne sono andati, acconsentendo la prosecuzione delle riprese in modo sicuro.

Nonostante questo - e il tentativo di mascherare la produzione con il titolo fittizio di 'Bravo 14' - la rete è stata ugualmente invasa dei video e delle foto raccolte dai fan presenti alla 'passeggiata nella neve' (di fronte al Lumsden Building, all'altezza di Ching Lane) di Floyd su Adelaide St, allo schianto dell'elicottero di Bay Street (a sud di Wellington St) o alle varie scene ospitate dalla centrale e commerciale Dundas Square e dalla Hy’s Steakhouse di 120 Adelaide W., sempre vicinissimi alle altre location ufficiali di 151 Front Street West (dove vediamo Deadshot sul tetto, dal lato di Station St) e della Union Station al 140 di Bay Street.

Un set movimentato, insomma, anche grazie agli attori… Sia per gli eccessi di alcuni, come Jared Leto (particolarmente in parte come Joker e 'odiato' dai compagni per aver ideato scherzi un po' pesanti e aver 'regalato' in giro topi vivi e preservativi usati), o la premura di altri, come Will Smith (ansioso di promuovere un senso di cameratismo con i suoi colleghi al punto da allestire una piccola biblioteca sul set e una sala giochi dove poter giocare a biliardo o ping pong).

Una esperienza intensa, non c'è dubbio. Anche per la volontà del regista stesso di mantenere - per quanto possibile - un estremo realismo in tutto quel che facevano "Abbiamo girato il film con lenti anamorfiche – per riprese tradizionali e molto belle – così gli appassionati dell’arte cinematografica si troveranno di fronte ad immagini spettacolari - ha spiegato Ayer. - I set, i costumi, gli oggetti di scena, tutto è stato accuratamente progettato per apparire il più reale possibile. Penso che il modo in cui abbiamo eseguito questo film è decisamente intrigante". E chi ha avuto la fortuna di visitare Toronto, e ha potuto assistere alla magia nel suo farsi, potrà confermare…

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