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Egitto. Sui cammelli a Shalatin

Sui cammelli a Shalatin

El Shalatin sembra una città di altri tempi. Si trova in alto Egitto, ma sembra di essere nel cuore dell'Africa Nera. Le attrazioni maggiori sono il mercato dei cammelli e chilometri di spiagge deserte, calette solitarie e mare incontaminato.

Shalatin
Uomini, animali, furgoncini che li trasportano, casupole degli abitanti del villaggio, alberi battuti dal vento del deserto, dune e tante, tantissime gobbe, sfocate in lontananza da un sole troppo caldo. Questa è l’immagine, che ti regala El Shalatin. Il tutto colorato dai muri, spesso dipinti che allietano la cittadina.

El Shalatin, oltre 1600 chilometri al sud del Cairo, sulla costa, è una piccola cittadina di frontiera, l'ultimo avamposto egiziano abitato prima del Sudan. Non è certo tra le mete più conosciute e ammirate del paese, ma ha il suo fascino e le sue suggestioni. El Shalatin è soprattutto la città dei cammelli. È da qui che arrivano i migliori esemplari dal deserto orientale del Sahara, attraverso il Sudan. Oltre 1700 anni fa questi animali costituivano una dote preziosa, in matrimoni leggendari con donne dagli occhi dipinti.

Ancora oggi, a Shalatin, i cammelli costituiscono un importante assetto patrimoniale del matrimonio: le invisibili donne di Shalatin, quando si sposano, possiedono un cammello e mezzo. L'altra metà appartiene al marito, che però, in caso di divorzio la perde e si vede costretto a lasciarla alla consorte che si occupa della gestione della casa. In questo e in altro, El Shalatin deve essere oggi come era 600 anni fa. Ma delle leggende antiche è rimasto poco e tutto è un po' meno romantico. I cammelli non attraversano nemmeno più il deserto per passare da un mercato all'altro. Non sulle loro gambe, almeno. I cammelli del resto si vedono soprattutto, se non esclusivamente, al mercato.

Qui, nell'enorme spazio aperto riempito dai cammelli, odori, colori e caldo che sembra di essere nel cuore dell’Africa Nera. E poi gente, tanta gente, che contratta affannata e a voce altissima. Gli uomini indossano delle lunghe tuniche (galabeya), con sopra dei gilet pieni di tasche dove tengono soldi, carte e una strana sostanza, impasto di un erba che masticano per placare il nervosismo. Metri di stoffa vengono arrotolati in testa con perizia, a mo' di turbanti, per proteggersi dal sole. Per fuggire al caldo si può lambire la strada costiera, da nord a sud, dove il mare ha delle incredibili sfumature di verde e blu e dove si susseguono chilometri di spiagge deserte e calette inesplorate, ottime per fermarsi a fare un bagno in mezzo a quel "niente" paradisiaco.

E per una sosta gastronomica, gli stomaci forti potranno assaggiare la carne di cammello. Pare sia  ricca di ferro e viene macinata e spesso mischiata a carne di vitella nelle polpette di. Esiste anche una pajata  locale, fatta ovviamente con cammello, riempita di riso e infornata. Squisita. Dicono.
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