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Sri Lanka, l'isola delle leggende viventi

Viaggio nel mondo incantato dello Sri Lanka, tra festival buddisti e safari di notte. Per scoprire una terra che rinasce anche grazie al turismo.

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Wikimedia Creative Commons
Picco d'Adamo Sri Lanka
Lo Sri Lanka è un’isola tropicale di bellezza leggendaria, immersa nell’Oceano Indiano a sud-est dell’India, da cui lo separa lo stretto di Palk. Non è bastato il vertiginoso e drammatico episodio dello tsunami a scalfire la forza d’animo di un popolo abituato a lottare con quella spirituale calma che è tutta orientale, e che ora rinasce dal turismo e anche grazie al turismo. L’isola del sorriso torna a sorridere e, tanto per cominciare, invita tutti a uno dei più importanti festival annuali del Buddismo. 
 
10 giorni di celebrazioni, a partire dal 10 agosto, danno vita a quella fantasmagoria collettiva che ha nome Esala Perahera e che si svolge nella città collinare di Kandy, l’ultima capitale dei re singalesi. Viene spesso ricordata come la più grande processione tradizionale dell’Asia, per la quale vengono abbelliti 100 e anche più elefanti, onnipresenti accompagnatori dei devoti sfilanti. 
 
Il corteo di per sé è un vero spettacolo, composto da sacerdoti dei templi, danzatori di Kandy, danzatori con il fuoco, menestrelli, acrobati, capi dei clan, frustatori, musici e portatori di fiaccole. L’Esala Perahera nella forma attuale risale al 1775 e ha luogo ogni anno per onorare la Reliquia del Dente Sacro di Budda e per ottenere l’aiuto dei quattro guardiani (divinità dello Sri Lanka). La Reliquia è conservata a  Dalada Maligawa, tempio che domina la città. 
 
In prima fila nelle processioni, il poderoso elefante dalle grosse zanne chiamato ìtuskeri, riccamente addobbato, che porta una replica dello scrigno in cui è conservata la reliquia. Tutto intorno è un pullulare di bazar traboccanti di frutti, prodotti artigianali, dolciumi e souvenir. Il culmine del festival è la notte finale (Esala di luna piena, da cui il nome del festival) finendo il mattino successivo con la cerimonia del “taglio” delle acque nel fiume Mahaweli, rituale che simboleggia il trionfo del bene sul male. 
 
La notte è un momento propizio in Sri Lanka, forse il più adatto per noi occidentali per cogliere quell’essenza magnetica che la spiritualità di questa terra infonde. Di giorno viene fuori tutto il suo conclamato splendore: le spiagge che si protendono sull’Oceano Indiano, i siti archeologici e le città-monumento protette dall’Unesco impreziosiscono il centro del Paese. Un’esperienza da vivere è senz’altro quella del safari di notte, quando animali come i leopardi invece di dormire si danno alla caccia e li si può osservare in tutta la loro maestria. 
 
Questa e altre esperienze è possibile fare in strutture come il The Mahout Adventure Club, di recente apertura che – situato presso The Deer Park Hotel – è parte integrante della collezione Colours of Angsana a Polonnaruwa, nel cuore del Triangolo Culturale. La giungla dello Sri Lanka si anima con il buio e con il buio cominciano le escursioni alla volta di daini e cinghiali, di elefanti questa volta non addobbati ma ugualmente splendidi nella loro semplice maestosità.
 
Le escursioni includono anche un tour delle bellezze storiche e culturali dell’entroterra srilankese tra le quali una visita alla Roccia/Fortezza di Sigiryia, al tempio mistico di Dambulla interamente scavato nella roccia e, infine, all’antico regno di Anuradhapura. Considerata la capitale del Buddismo, la città consacrata di Anuradhapura fu fondata nel V sec. a. C. Qui si trova il sacro “Bo Tree” sotto il quale Budda ebbe l’illuminazione ed è il più antico albero vivente della storia. Nelle vicinanze si trovano templi, palazzi e parchi che lasciano intravedere con fin troppa chiarezza i segni di un passato glorioso. 
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