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Praga Archietture moderniste

Repubblica Ceca, viaggio nell'architettura

Stile unico boemo: viaggio nelle architetture moderniste della Repubblica Ceca.

Scuola di Ballo di Praga
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Conoscere Praga e la Repubblica Ceca attraverso i suoi edifici e costruzioni significa avere uno sguardo preferenziale sulla storia dell’architettura, dalle tradizioni ai giorni nostri. Tutto il paese è infatti un grande museo all’aperto per apprezzare le opere di grandi architetti, da quelle rinascimentali e barocche al secessionismo - così chiamato qui come a Vienna e a Budapest lo stile Liberty - al cubismo, al funzionalismo, al realismo socialista.

Ai tempi dei grandi cambiamenti dell’umanità - tra il XIX e XX secolo, con la rivoluzione industriale e le nuove dinamiche sociali e culturali - è il nome di Jan Kotera che si lega indissolubilmente alla “conformazione” urbanistica ceca: nato a Brno in Moravia (1871-1923) e formatosi nella Scuola di Belle Arti di Vienna, sotto la guida di Otto Wagner,  Kotera torna in patria con l’idea di rompere con il passato, di funzionalizzare gli elementi architettonici secessionisti, senza rinunciare però all’estetica. È il modernismo ispirato dall’americano Frank Lloyd Wright che si concretizza in numerose ville private, ma soprattutto nel Palazzo Lucerna e nella facoltà di legge dell’università Carlo di Praga, così come nel progetto della villa di Tomas Bat’a (l’imprenditore del calzaturificio che creò un marchio internazionale e famoso ancora oggi in tutto il mondo). Le forme asimmetriche ma equilibrate realizzate dall’architetto di Brno subiscono una forte estremizzazione per mano di Josef Gocar, allievo di Kotera che importerà a Praga e dintorni la provocazione del cubismo, trasformandola in una delle sue massime espressioni.

Si rompono le linee, si stravolge la prospettiva e gli oggetti, gli stessi del passato, assumono forme bizzarre e innovative: è così che partendo dal cubo e dalle sue declinazioni si sviluppano la casa della Madonna Nera di Praga, oggi sede del museo del cubismo, le terme di Bohdanec a Pardubice e la chiesa praghese di San Vecenslao Vrsovice. Anche se dura poco il rondocubismo, ovvero quando gli angoli si ammorbidiscono, ha avuto un certo seguito nella futura Repubblica Ceca che attraverso questo stile espresse il proprio sentimento di nazionalismo per l’Indipendenza.

Un esempio su tutti è la Villa Adria della capitale a opera di Pavel Janak e Josef Zasche. Ben prestoil patriottismo cede il passo al senso pratico e al motto “ogni ornamento è un crimine” il funzionalismo conquista le città e con Adolf  Loos nasce il manifesto di una nuove espressione architettonica, con il Palazzo delle Esposizioni e il centro commerciale Bat’a (Praga). La storia prosegue e non si ferma la mano che plasma il paese a suo piacimento - dalle linee dure e rigide del realismo socialista (Hotel Crowne Plaza) al tardo modernismo (Casa danzante) - e che lungi dall’aver terminato alimenta incessantemente una nazione in pieno fermento.

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