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Più Galles che Gabon in The Legend of Tarzan 

Il regista di Harry Potter ci mostra un Re della Giungla tutto nuovo, decisamente molto british. 

warner bros
L'ultimo Tarzan di un certo livello era stato quello - animato - del 2013, ma per molti il personaggio sarà sempre legato al leggendario Johnny Weissmuller. Senza andare a scavare troppo nelle versioni successive affidate a Lex Barker o Gordon Scott, vale la pena oggi prestare una certa attenzione alla versione 'civilizzata' dello storico Lord Greystoke, John Clayton III, interpretato da Alexander Skarsgård. Non fosse altro che per la compresenza di location molto diverse utilizzate dal The Legend of Tarzan di David Yates.

Il già regista degli ultimi film della saga di Harry Potter (e del prossimo Animali fantastici e dove trovarli, sempre tratto da J.K. Rowling) ha infatti approfittato ampiamente degli Studios Warner Bros. di Leavesden, nell'Hertfordshire, dove il 30 giugno 2014 erano iniziate le riprese e all'interno dei quali è stata persino ricostruita la cascata di oltre trenta metri e dai quali ci si è allontanati poco nel corso dei 70 giorni di riprese. Solo riprese aeree, infatti, sono quelle che hanno interessato il Gabon, dove per sei settimane parte della troupe si è recata - senza gli attori (tra i quali anche il perfido Christoph Waltz) - per delle riprese di ambiente da aggiungere a quelle londinesi e svoltesi nel Galles fino al successivo ottobre.

Molta 'finzione', quindi, nel film. Considerata anche la scelta - decisamente ecologista e sempre più frequente a Hollywood - di non utilizzare veri animali per le riprese. Finzione che non ha impedito a Yates, durante la fase di pre-produzione, di godersi il tour in elicottero organizzato da Josh Ponte, che ha passato gli ultimi 15 anni battendosi per la salvaguardia della fauna e delle risorse della nazione Africana del Gabon. Una occasione unica per scoprire lo splendore delle rigogliose foreste del Paese, delle sue scogliere, dei fiumi e delle cascate anche se in soli quattro meravigliosi giorni che hanno convinto il regista di aver trovato il suo set.

E che gli hanno permesso di ricostruire quelle terre remote ricche di scenari geografici differenti, tra cui il villaggio Kuba, con le sue capanne dai tetti di paglia e il covo di Mbonga, circondato da scogliere scoscese e frastagliate (ottenute da enormi stampi realizzati secondo modelli presi proprio dalla cava di ardesia Dinorwig di Gwynedd, nel Galles, e ispirandosi alle nostre Dolomiti).

"David era come un bambino in una pasticceria, col naso schiacciato contro il finestrino, - ricorda Ponte. - Stava vedendo luoghi che aveva solo potuto immaginare. Tutti avevamo un’idea di come dovesse sembrare il mondo di Tarzan, ma questo era quello vero". Le riprese sono poi proseguite anche negli interni della Goldsmith's Hall di Londra e presso il Windsor Great Park della Contea del Berkshire, ma soprattutto nella maestosa Kedleston Hall nel Derbyshire, che ha fatto da scenario per la dimora dei Greystoke. Simbolo del diciottesimo secolo, oggi di proprietà del National Trust, possedeva tutte le caratteristiche desiderate dai produttori per rappresentare la casa ancestrale dei Clayton. Come conferma Craig: “È una casa enorme con massicce colonne di marmo, un esempio bellissimo di architettura neoclassica. La sua austerità era la caratteristica chiave perché volevamo che desse un senso di proibito, che contribuisce alla nostra percezione della situazione di John Clayton”. Senza dimenticare il magnifico albero di cedro (reso famoso dalla serie Downton Abbey), dove John e Jane condividono un momento romantico e scelto per lo sviluppo in orizzontale dei suoi rami, ancora visibile nel giardino di Highclere Castle.
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