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Oman. Il regno del Sultano

Oman. Il regno del Sultano

Viaggio nell'estremo lembo sud-orientale della penisola arabica. Dall'antica capitale Muscat ai paesini da fiaba del Nord arroccati tra rocce, in un miscuglio di acqua e terra che sfocia nella regione meridionale del Dhofar dove si schiude un Oman completamente diverso.

Oman
L’Oman racchiude oggi molte antiche regioni: quella di Magan, secondo fonti sumere esportatrice di rame ben 4300 anni fa; quella di Ofir che produceva l'incenso ambitissimo in tutto il Mediterraneo, probabilmente considerata poi parte dell'Arabia felix ellenistico-romana.

Prima impressione, fortemente cromatica, all’aeroporto As Seeb di Muscat: sotto il porticato chiaro, prevalenza assoluta degli abiti tradizionali, bianco il dishdashah degli uomini e dei bambini e nero l’abba delle donne, corredati il primo da imamah o kimmah, turbante piatto o cappello rotondo, e l’altro da lihaf con o senza nikab, la maschera nera che lascia scoperti solo gli occhi, fortemente espressivi. Ci si immerge subito nel grande fermento che la capitale, Muscat, trasferita qui verso la fine del XVIII secolo e costituita oggi da quartieri ben ordinati, distribuiti su un territorio piuttosto ampio.

Pavesati con ritratti del Sultano e luci e bandiere che ripetono il tricolore nazionale bianco, rosso e verde, grandi viali scorrono tra architetture moderne ma di spirito tradizionale d’altezza non eccessiva, curate vegetazioni da giardino, cascate e fontane, portici merlati, cupole e minareti, graziose edicole su alti pilastri, monumenti all’importanza di libro e scrittura nella cultura islamica, alberghi col culto dei grandi spazi e invidiabili vedute della costa, parco divertimenti con ruota panoramica.

Ma ecco finalmente il Palazzo reale splendidamente posizionato dentro la baia, e protetto, in rappresentanza dei circa 500 forti sparsi per tutto il Paese, dalle rocche Jalali e Mirani, quasi completamente ristrutturate durante la dominazione portoghese. Presenza questa, in Oman, non molto lunga e incisiva - meno di centocinquant’anni fino alla metà del XVII secolo - dovuta alla necessità di proteggere la via marittima per le Indie, scoperta da Vasco de Gama doppiando il Capo di Buona Speranza.


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