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Non solo Manhattan: quartieri da vivere a New York 

Queens, Bronx e Brooklyn offrono più di quel che spesso sfugge ai turisti della Grande Mela.

Warner Bros.
New York non è solo Manhattan, per quanto risaputo sembra ancora che molti turisti non riescano a superare i confini dell'Isola per dare un valore aggiunto al proprio viaggio Oltreoceano. Ed è un peccato, perché sempre di più 'The Five Boroughs' - come viene altresì chiamata la cosiddetta Grande Mela - rende difficile la pianificazione degli impegni di chi la visita.

Cinque distretti che fanno di New York quello che è e che offrono - in alternativa alla tanto affollata Manhattan - uno spettro vasto quanto l'estensione che raggiungono insieme Bronx, Staten Island, ma soprattutto Brooklyn e il Queens. Diversissimi tra loro, quanto a abitabilità, offerta culturale e artistica, locali caratteristici, ampiezza o collegamenti con il centro di Midtown, è qui che sembra di trovare a volte il vero cuore di questa città.

Qui, per lo meno, ha voluto trovarlo, o raccontarlo, un regista come Jaume Collet-Serra nel suo ultimo Run All Night, un film duro, crudo e oscuro, che più di tanti altri ha scelto di mostrare una faccia diversa della città, per quanto in una 'luce' negativa. Quella proiettata dal protagonista intanto, il Jimmy Conlon di Liam Neeson, di nuovo eroe action pronto a far strage di quanti si mettano sulla sua strada, e del contesto nel quale si muove. Tra Tutto in una notte, Donnie Brasco e Ghost Dog, non è però la caccia all'uomo o l'ambientazione criminale a colpire nell'incedere della vicenda.

"Ho studiato la mafia di New York e le varie famiglie, cosa è successo negli anni '80 e nei primi '90, quando quelle gang di fatto si dissolsero a causa di alcuni pentiti. Ma poi ho cercato di creare una linea narrativa credibile su delle basi reali", spiega il regista. E la sua stessa opera denuncia questo desiderio di realtà, nella scelta di set diversi proprio perché veri, come quello della 121esima strada nel Queens dove addirittura si è ricostruito un intero negozio di pegni (per poi distruggerlo).

La scelta di una New York 'sporca', ma non così spaventosa come la finzione vorrebbe descriverla. Un invito ad allontanarsi dal centro per scoprire la bellezza di zone uniche, dai grandi giardini al boardwalk di Coney Island o il belvedere e i negozi di Dumbo. Una esperienza che anche Collet-Serra ricorderà per delle difficoltà inattese, quelle di girare nella metro… Incredibile a dirsi, "il difficile è stato girare con la gente comune che veniva fuori dai vagoni e si trovava di fronte Neeson"!

E mentre la notte finisce e la missione del protagonista procede, lo sfondo prende il sopravvento e piano ci convince che dietro le luci e la rappresentazione di tanta violenza ci sia una vita che paura non fa. Una quotidianità fatta di piccole cose. E di elementi che conosciamo fin troppo bene - tanto per confermare quanto detto fin'ora - e che lo stesso filmmaker catalano evidenzia: "New York è stata fotografata molte volte, ma qui abbiamo cercato di creare un mondo che non avevate mai visto, almeno in parte. Anche se il problema principale è stato il traffico. New York non aspetta nessuno". E in fondo, come accade per l'anti-eroe Liam, quella luce che sembrava tanto "negativa" finisce per illuminare comunque un panorama che non si pensava di poter scoprire.


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