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Cilento San Severino location film Capri Revolution Martone

Mario Martone racconta Capri e la sua storica rivoluzione

Nelle immagini e le testimonianze dei suoi collaboratori, tutta la passione per il Cilento del regista napoletano.

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Banale dirlo, ma la Campania non è solo Napoli… Sono molte le perle di una regione capace di sorprendere sempre, e che ha dato molto al cinema durante tutta la sua storia. E al turismo, ovviamente. In questi giorni arriva in sala un film che - dopo aver conquistato chi lo ha visto alla Mostra di Venezia, dove era in concorso - ha tutte le carte in regola per unire questi ambiti, e con successo: Capri-Revolution di Mario Martone. Un film che trae dichiaratamente ispirazione dalla storica comune realizzata sull'Isola dal pittore tedesco Karl Diefenbach tra il 1900 e il 1913, e dall'opera d'arte concettuale Capri-Batterie di Joseph Beuys.

Tutto si svolge nel 1914, mentre l'Italia sta per entrare in guerra. Una comune di giovani nordeuropei ha trovato sull'isola di Capri il luogo ideale per la propria ricerca nella vita e nell'arte. Ma l'isola ha una sua propria e forte identità, che si incarna in una ragazza, una capraia il cui nome è Lucia (Marianna Fontana). Il film narra l'incontro tra Lucia, la comune guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e il giovane medico del paese (Antonio Folletto). E narra di un'Isola unica al mondo, la montagna dolomitica precipitata nelle acque del Mediterraneo che all'inizio del Novecento ha attratto come un magnete chiunque sentisse la spinta dell'utopia e coltivasse ideali di libertà, come i russi che, esuli a Capri, si preparavano alla rivoluzione.



Una attrattiva che Capri continua a esercitare sui tanti viaggiatori che approdano sulle sue sponde… Come han fatto attori e tecnici del regista napoletano di Noi credevamo e Il giovane favoloso che, dopo aver battuto il primo ciak il 24 agosto a San Mauro Cilento, ha scelto di rimanere in Campania per continuare a dar corpo alla sua creazione. Nata "dall'arrivo a Capri dell’elettricità, i primi echi della Grande Guerra con le sue ideologie e i nuovi fermenti del mondo che verrà", come aveva raccontato lo stesso regista a Repubblica, e dalla sua antica passione per queste zone, svelata nel ricordo regalato alla rivista Elle: "da ragazzo, durante le estati trascorse nel Cilento (San Mauro Cilento è oggi il buen retiro del regista insieme a sua moglie Ippolita, ndr) si andava a pescare di notte e si aspettava l'alba in barca per tirare su le reti. Ma principalmente ricordo l'umanità delle persone cilentane. L'umanità che ho voluto ripresentare anche nel personaggio di Lucia".

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Ma le riprese non si sono svolte solo a Capri, ovviamente, avendo approfittato di Gaeta, Camerota e varie località cilentane, tra cui la piccola frazione del comune italiano di Centola - nella provincia di Salerno - di cui parlava lo scenografo Giancarlo Muselli raccontando della sfida offertagli… "Che è stata grande, perché un film ambientato agli inizi del '900, non potendo in gran parte girare a Capri, poneva la difficoltà di dover ricostruire un'isola che non esiste più…". "San Severino è un luogo che conoscevo anche io, - sono state le sue parole, - e ha la grande caratteristica di essere sotto a una montagna la cui materia è molto simile alla montagna di Capri. Ovviamente l'edilizia è un po'  diversa e quindi qualcosa l'abbiamo modificata, qualcosa sarà cambiata attraverso gli effetti speciali e qualcosa rimarrà, magari leggermente incongrua; però secondo me molto all'interno di quello spirito arcaico che era quello dell'Isola dell'epoca, in cui tutto era pietra".

E se il location manager Francesco Pascale si è divertito a raccontare come "mentre giravamo le scene nella Grotta Azzurra di Camerota" sia stato un entusiasta Martone a dire a tutti: "Uagliù, mo c’hamma fa’ nu bagno… Perché è troppo bello… Tutti in acqua!", ha poi dato un altro indizio - definitivo - al Giornale del Cilento su quanto il filmmaker italiano sia legato a quell'area e le sue perle: "Le location più particolari le ha trovate proprio lui nel suo continuo esplorare posti ormai dimenticati, alla scoperta di scenari mozzafiato. Basti pensare che per arrivare in una location, una stupenda grotta nascosta al resto del mondo, dove le uniche tracce di passaggio umano risalgono alle vecchie transumanze pastorali, abbiamo dovuto fare prima un tratto di mare e poi un’ora di cammino a piedi. Inutile dirti che in tutto ciò ci siamo portati dietro tutti i pesanti e ingombranti materiali. Ma ne è valsa di certo la pena. Abbiamo trovato un luogo straordinario a tal punto da non richiedere interventi scenografici o di luce".
 
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