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L'Inferno di Roberto D'Antona, tra Novara e Pavia

Anche il Varesotto e molte zone del Nord Italia nel thriller horror del regista di Taranto.

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Tra i tanti film che hanno affollato l'ultimo Marché du Film del Festival di Cannes ce ne sono stati un paio davvero inattesi, che son riusciti a dare visibilità a una parte della nostra cinematografia che troppo spesso non trova spazio nella programmazione più classica… Parliamo dei due film di Roberto D'Antona - che esordì alla regia con Dylan Dog: Il Trillo Del Diavolo nel 2012 - prodotti dalla L/D production e girati tra Bellinzago Novarese e Oleggio. The Wicked Gift e soprattutto il più recente Fino all'Inferno, "Un action fantasy sullo stile di The Goonies" secondo il suo creatore, che li ha realizzati tra Piemonte, Lombardia e fino ai confini con la Svizzera.



Un gruppo di rapinatori, in fuga verso la libertà, incrocia la propria strada con una madre e un figlio, anch’essi in fuga, e con la misteriosa maledizione che portano con sé. Ad inseguirli, un boss mafioso e una misteriosa organizzazione di uomini senza scrupoli. Ad aiutarli, una fidanzata gelosa e un ex-sbirro dai metodi sbrigativi. Il viaggio si trasformerà in una folle corsa verso l’Inferno per salvare la vita del bambino e il destino del mondo.




Già le riprese della sua precedente fatica si erano tenute nei comuni di Bellinzago Novarese, Oleggio, Sabbia, Taino, Pavia, Novara, Milano… Siti che in molti casi ritroviamo anche in questa sua ultima, la lavorazione della quale si è svolta tra le ultime due settimane di ottobre e le prime due del novembre 2017. "Abbiamo lavorato intensamente e senza pause per 5 mesi nella fase di pre-produzione di Fino all’Inferno - aveva confessato il regista al Corriere di Novara, - cercando e scegliendo con cura le location più adatte per questo genere di film, in quanto la scenografia era davvero importante e richiedeva una cura meticolosa. Le riprese sono durate 34 giorni, ma è stato come se avessimo girato in 60".

"Abbiamo girato principalmente nella provincia di Novara - conferma ancora (da uno speciale realizzato da JAMovie), - da Oleggio (all’ex Enaip) a Bellinzago Novarese (dove, per ospitare il set, è stata chiusa al traffico anche la centralissima via Libertà), Castelletto Ticino, Galliate, Trecate (all'interno di un noto fast food vintage cittadino) e Momo, per poi spostarci a Varese, zone limitrofe a Pavia, fino ad arrivare in montagna ai confini con la Svizzera… con tanto di riprese di una sparatoria molto complessa in una location molto particolare".



Ma "ne sono successe tante sul set di Fino All'Inferno!", ricorda D'Antona… "Ci sono state anche tante altre situazioni esilaranti e molto simpatiche che sono accadute sul set. Come ad esempio per le vecchiette che si fermavano a guardare spaventate all’esterno della farmacia (nonostante ci fossero gli avvisi) mentre mettevamo in scena una finta rapina. O con gli attori costretti a girare in mutande con 6 gradi di temperatura; oppure per la scena all’interno della Fabbrica della Birra Medioevo’s di Via del Lago a Villaggi, nella quale non ci eravamo accorti che la Lorusso, a furia di bere birra, era diventata un tantino brilla e non smetteva di ridere".
 
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