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L'Inferno di Dan Dan Brown non è solo Firenze

Con Tom Hanks si va da Venezia a Istanbul per seguire un nuovo complotto internazionale legato al nostro Dante Alighieri

Warner Bros
In Il Codice da Vinci lo avevamo visto passare dalla Scozia all'Inghilterra fino al Louvre di Parigi, tre anni dopo Angeli e Demoni lo aveva portato a Roma, per sventare una trama tutta interna al Vaticano. Oggi, a dieci anni dall'inizio della trilogia diretta da Ron Howard, ritroviamo Tom Hanks nei panni del Robert Langdon inventato da Dan Brown in una avventura che si sviluppa dalla nostra bellissima Firenze - passando per Venezia, Ginevra e l'Ungheria - fino alla Turchia di Istanbul.

L'avventura è quella di Inferno, il film con cui Ron Howard è tornato a mostrarci le facoltà deduttive del simbolista di Harvard, questa volta vittima di una amnesia che gli renderà molto arduo capire perché si sia risvegliato in un ospedale di Firenze, dove alcuni uomini misteriosi sembrano volerlo morto. Grazie all'aiuto del medico Sienna Brooks (Felicity Jones) dovrà lanciarsi nell'ennesima caccia al tesoro - tra splendidi saloni fiorentini, basiliche veneziane e moschee turche - ancora una volta intrecciata ai misteri nascosti nella vita e nell'Opera di Dante Alighieri, le cui immagini criptiche sembrano non voler abbandonare la mente dello studioso.

A partire dalla maschera mortuaria del poeta, conservata nel Palazzo Vecchio di Firenze e alla quale Hanks e Jones arrivano dopo aver studiato la mappa dell'Inferno di Dante disegnata da Botticelli (il cui originale è conservato nella Galleria degli Uffizi). Le prime piste li guidano dal Salone dei Cinquecento - costruito nel 1494 durante la repubblica di Savonarola - e dal dipinto de La vittoria di Cosimo I a Marciano in Val di Chiana, capolavoro del Vasari noto anche come La battaglia di Scannagallo (dal nome della stessa Battaglia di Marciano combattuta il 2 agosto 1554), fino allo stesso Corridoio Vasariano, passaggio segreto commissionato da Cosimo dè Medici per accedere direttamente alla residenza di Palazzo Pitti, e allo splendido Giardino di Boboli, dove i due sono oggetto di una caccia molto particolare…

"Cosa c'è di meglio della richiesta di scappare da un drone in un parco costruito durante il rinascimento? - domandava retoricamente proprio Tom Hanks, parlando delle riprese fiorentine. - Mica Male!". Prima di definire un "valore aggiunto per eccellenza" la possibilità di visitare certi luoghi con la scusa del lavoro: "È uno dei grandi vantaggi di girare questi film: siamo sempre andati in luoghi affascinanti e reali, come il tetto della Basilica di S. Marco a Venezia". Proprio nella città "dove Dante fu infettato dalla malattia che lo uccise", infatti, continua il viaggio, che proprio l'autore dei libri Dan Brown definisce come "un diario di viaggio-thriller internazionale. Si viaggia in tutto il mondo in modo esotico e fantastico guidati da Tom Hanks".

"Il modo in cui Dan Brown tesse indizi, pericolo, azione e mistero all'interno di queste location è una delle cose che lo rende interessante. È affascinante realizzare le sue idee in questi luoghi spettacolari - chiosa il regista Ron Howard. - Firenze, Venezia, tutto quello che speravamo per questo film. E ora Budapest, Istanbul e oltre!". Da parte nostra non possiamo che concordare, e approfittare di questa ennesima tappa, a cavallo tra Turchia e Ungheria, per godere della conclusione dell'intreccio: Tra la splendida Hagia Sophia di Istanbul e il cosiddetto "Palazzo Sommerso", la Cisterna romana cittadina, per la quale in realtà si è preferito girare ai Korda Studios di Etyek, alle porte di Budapest.

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