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Le streghe di Suspiria tra Berlino e Varese

Il remake di Luca Guadagnino del cult di Dario Argento torna in Germania, ma è tutto diverso.

Videa
Nel 1977 Dario Argento aveva trovato la perfetta ambientazione per uno dei suoi horror più terribili e amati nella tedesca Friburgo in Brisgovia, trasformando la storica 'Haus zum Walfisch' - dove visse anche Erasmo da Rotterdam - nella scuola di danza al centro della vicenda. Oggi è il turno di Luca Guadagnino tornare in Germania per il suo remake omonimo: il Suspiria presentato alla Mostra di Venezia e che nella Berlino divisa della Guerra Fredda dà vita a un nuovo vortice di oscurità nel quale vedremo dibattersi personaggi iconici e grandi attrici, sempre in bilico tra risveglio e dannazione...

La giovane ballerina americana Susie Bannion (Dakota Johnson) negli anni 70 arriva a Berlino per un'audizione presso la Compagnia di Danza Helena Markos (Tilda Swinton), rinomata a livello mondiale e, con il suo talento puro, sorprende la famosa coreografa della compagnia, Madame Blanc. Susie riesce ad ottenere immediatamente il ruolo da prima ballerina, scavalcando Olga, prima ballerina fino ad allora. Olga ha un crollo di nervi e accusa le direttrici della compagnia di essere delle streghe. In vista dell'esibizione e con l'intensificarsi delle prove, Susie e Madame Blanc entrano sempre più in confidenza. Sembra che l'obiettivo di Susie all'interno della compagnia vada oltre la passione per la danza. Nel frattempo, appare la figura di uno psicoterapeuta che cerca di svelare i segreti più oscuri della compagnia e per fare questo si avvale dell'aiuto di un'altra ballerina, che esplorerà i meandri delle camere sotterranee della compagnia, dove l'attendono atroci scoperte.



"Spostare il centro della storia a Berlino durante le ultime settimane del periodo Baader-Meinhof ha significato collocare la compagnia di danza proprio nel centro di grandi tensioni sociali derivanti dal fascismo" - dice lo sceneggiatore David Kajganich della principale scelta narrativa della nuova versione, che però in realtà ha approfittato relativamente della città del Muro, dove si svolse solo la parte conclusiva delle riprese, terminante il 10 marzo 2017. Un paio di settimane necessarie a realizzare le scene sulla linea della U-Bahn, alla stazione di polizia (in realtà un edificio abbandonato di Mitte) e nell'abitazione del Dottor Klemperer, scelta tra quelle della Berlino suburbana.

Guadagnino ha definito la sua storia come "una favola ambientata a Berlino, come se anche noi fossimo lì", eppure molta della magia la deve alle location italiane, per quanto faticose si siano rivelate per buona parte del team… La maggior parte delle scene interne (oltre che al Palazzo Estense di Varese), infatti, inclusi gli interni della sede della compagnia di danza, sono state girate nel Grand Hotel Campo dei Fiori sul monte Tre Croci tra ottobre e dicembre 2016. "Abbiamo deciso di girare lì, malgrado lo stato fatiscente dell'edificio - dice lo scenografo Inbal Weinberg. - Solo per rendere lo stabile abitabile abbiamo dovuto realizzare una totale ristrutturazione del sistema elettrico e idraulico, abbiamo perfino installato i riscaldamenti. Abbiamo dovuto togliere i rottami, aggiustare i muri e i soffitti che erano crollati E tutto ciò ancor prima di iniziare a progettare gli ambienti del set!”.

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Uno sforzo che ha dato i suoi frutti, convincendo Guadagnino, entusiasta del luogo ("Ho amato il posto per la sua vastità e per il modo in cui gli spazi si contrapponevano tra loro") e dei dintorni: "Lavorare in questa città è stato piacevolissimo e sono già malinconico al pensiero di lasciarla - aveva dichiarato a Varese News. - Il Grand Hotel è stato il luogo ideale dove poter ambientare e gestire una storia complessa come questa. Andare avanti e indietro da Corso Matteotti al Campo dei Fiori è stato bello e meno spaventoso di quel che pensassi, non ha fatto nemmeno così freddo".

"Ho una relazione particolare con questa città, ci vive mio fratello con la sua famiglia - gli ha fatto eco la sua star, Tilda Swinton. - Sono molto felice di aver lavorato qui. Una delle cose che mi è piaciuta di più è stata quella di andare al lavoro, tutti i giorni, al Campo dei Fiori, un posto veramente speciale dove si vedono cinghiali, volpi. Le persone sono state molto accoglienti con me". "È stato uno spazio ideale per creare tutti i nostri ambienti interiori in pace e con tutta la libertà che ti concede il girare in uno Studio - era stato il commento dell'attrice sul Grand Hotel, pur ammettendo qualche difficoltà. - Insieme alla libertà, c'è stato il freddo estremo dei mesi invernali… Lavorare in un edificio senza riscaldamento in alcune sue parti, e le antenne di telecomunicazione che sbucavano dal tetto, hanno provocato mal di testa martellanti a tutta la troupe".
 
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