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Molise location film Mamma + mamma Bari Guardialfiera

Le mamme di Karole Di Tommaso, dal Molise fino in capo al mondo

Un film di donne, di uomini, di figli, di radici nel quale la regista ha messo molto di sé e delle sue origini.

Bibi Film
È più o meno facile, di volta in volta, parlare delle scelte delle produzioni più ricche o solo più visibili grazie alle quali riusciamo a viaggiare agli estremi del nostro pianeta. Ma le esperienze che ci offre il grande schermo sono spesso diverse, e per fortuna. Come anche i mondi che ci mostra. Lontanissimi da noi, o talmente vicini da finire per darli per scontati, quando per non considerarli… Come si tende a fare con il Molise. Una delle regioni meno celebrate (se non nelle barzellette, che ripetono gli stessi indigeni), della quale scopriamo l'anima nel film Mamma + mamma di Karole Di Tommaso, trentaquattrenne di Termoli che ha messo molto di sé e delle sue origini in questo interessante esordio.



Sostanzialmente la storia di un desiderio di maternità che si fa avanti nel turbine di domande quotidiane che, in una torrida estate, affollano le esistenze già caotiche di due ragazze che si amano, Karole e Ali. Le due ragazze vivono in una piccola casa arrangiata a B&B, che condividono con imprevedibili turisti. E con l’ingombrante ex fidanzato di Ali, Andrea. Le ragazze ancora non sanno che all'entusiasmo del primo tentativo seguiranno molte peripezie; Ma quando il desiderio si fa più grande del dolore e della fatica i miracoli possono accadere…

"Quando ho deciso di realizzare Mamma + mamma ero in vacanza a Fez, in Marocco, stesa sul letto di un riy??. A dormirmi accanto c’era Ali, la mia ragazza. Ci frequentavamo da poco ma tra noi due l’amore è stato forte al punto da desiderare subito un figlio", racconta la regista, nella quale quel desiderio ha generato un diario, che ha portato al film. Le cui riprese sono iniziate nel luglio del 2017, muovendosi dal Molise alla Puglia, tra la zona di Bari e Polignano a Mare, per concludersi a Barcellona (dove le due ragazze si recano per i trattamenti e della quale vediamo campeggiare la Sagrada Familia in più di una scena).

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Soprattutto approfittando delle location di Casacalenda e Palata, ma soprattutto di Guardialfiera, dove sono le sue radici… "L’uliveto è quello di mio nonno, dove sono cresciuta, il bagno e la cameretta arancione invece appartengono alla mia casa Natale - racconta la Di Tommaso. - Ho voluto utilizzare i luoghi della mia memoria emotiva per non essere scollata mai da quello che raccontavo nel film. Ho voluto immergermi totalmente nel racconto anche grazie alla scelta delle location, sopratutto nella parte molisana, perché non volevo fuggire dalle mie emozioni". "La scena iniziale è girata sul lago di Guardialfiera - continua. - Che ogni estate si ritira a causa della siccità. Un fenomeno che osservo sin da bambina e che apre in me una riflessione sulla durezza, che può essere anche magica. In quella scena perdere un bimbo è l’equivalente di perdere l'acqua, è assenza di vita".

Emozioni profonde, quelle delle origini e di una terra "che ti è madre e dove vive tua madre", come si legge nelle note di produzione del film… "Mia madre, quella vera, interpreta se stessa; e con lei le mie zie, le mie vicine di casa, le donne e gli uomini che fin da bambina desideravo mettere in scena perché un po’ mi facevano ridere, un po’ mi facevano piangere, e a volte anche arrabbiare". Un racconto pieno d'amore, che la regista ha condiviso con le sue attrici Maria Roveran (Ali) e Linda Caridi (Karole), che analogamente ha attinto al proprio passato per creare il dialetto che sfoggia sullo schermo. "È molisano, ma è un incrocio di pugliese, napoletano e abruzzese - spiega l'attrice milanese, di famiglia siculo-calabrese. - Un misto abbastanza sconosciuto. che anche io non avevo mai sentito prima".

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L'ultima scena le mostra tutte insieme, con i compagni di viaggio del cast, sul cavalcavia XX Settembre, meglio noto come il ponte di corso Cavour, a Bari, che non veniva chiuso da vent’anni circa al traffico. "Volevo che tutti i personaggi a viso aperto dicessero senza parlare che siamo tutti uguali e che si può essere fieri della diversità. Che è solo bellezza", chiosa ancora Karole Di Tommaso, prima di dedicare un pensiero alle sue collaboratrici: "le location baresi le ho scelte grazie al prezioso aiuto della location manager Elettra Sparapano, che mi ha aiutato a ricostruire la favola moderna che avevo in mente. Un grande contributo è stato dato sopratutto dalla scenografa, Isabella Angelini, che con molta dedizione ha lavorato su ogni dettaglio. Sia in fase di scelta che in fase di allestimento delle scene".
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