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Le avventure di Remi, in Occitania e sull'Aubrac

Un viaggio che ha accompagnato diverse generazioni passa dal piccolo al grande schermo nel film con Daniel Auteuil.

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I 'meno giovani' ricorderanno sicuramente la serie tv sulle avventure di Remi, andata in onda alla fine degli anni '70 su Rai 1. Allora facemmo la conoscenza del personaggio creato da Hector Malot circa un secolo prima (nel 1878) che lo mise al centro del suo romanzo Senza famiglia (Sans famille). Spesso ricordato come uno dei protagonisti più tragici della letteratura, il povero ragazzo è sicuramente uno dei più giramondo. Nella sua versione letteraria, infatti, le sue peripezie si svolgevano tra Parigi e Londra, passando per Tolosa, la Loira, i passi montani e Vevey in Svizzera. E se l'anime di Osamu Dezaki ci aveva fatto partire dal paesino di Chavanon, nella Creuse (dove viveva felice all'inizio), per allontanarsi dalla Nuova Aquitania, il Remi di Antoine Blossier sceglie di restare fedele all'originale, pur non allontanandosi troppo dalla regione Occitania.

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Il film racconta infatti le avventure di Remi e la sua vita al fianco del musicista girovago Vitalis e dei suoi inseparabili compagni: il fedele cane Capi e la scimmietta JoliCouer. Uno straordinario ed emozionante viaggio attraverso la Francia - che nella sua versione televisiva toccava Ussel, in Corrèze, Alvernia, Bordeaux, Poe (forse Pau), Sete, Troyes, Gentilly, Varses, Clermont, Mont-Dore e Chavanon - fatto di incontri e nuove amicizie che porteranno Remi a scoprire le sue vere origini.



Un lungo periplo che vediamo concludersi in Inghilterra, ma le cui riprese erano terminate a Parigi e negli Studios d'épinay a épinay-sur-Seine all'inizio del luglio 2017. Ovviamente però, dal punto di vista narrativo e paesaggistico, la parte più interessante della storia resta sicuramente quella iniziale, svoltasi a partire dal 18 aprile dello stesso anno sui set - e nelle location tenute il più possibile segrete - di Penne, Cordes-sur-Ciel, Castelnau-de-Montmiral, Albi, Tolosa e Castelnaudary nella regione francese dell'Occitania.

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"I luoghi dove abbiamo girato erano meravigliosi - ricorda Daniel Auteuil. - Noi come attori, non dovevamo far altro che scivolarci dentro. Eravamo coscienti di far parte di un'impresa più grande del solito, realizzata con grandi mezzi, tutto al servizio della storia, del processo di creazione. Eravamo in una situazione privilegiata. E' stata un'esperienza di cui abbiamo goduto pienamente". E che ha permesso ai diretti interessati di godere di paesaggi che non si vedono spesso al cinema, compresi quelli dell'Altopiano dell'Aubrac e del dipartimento di Tarn (dove è Albi, appunto), sempre in Occitania.

"Ho amato molto girare in quelle zone, anche se il clima è stato un po' duro - gli fa eco lo stesso Antoine Blossier. - La regione di Aubrac non è una location comune nel cinema francese, probabilmente per ragioni logistiche. E' rimasta un'area abbastanza selvaggia, che è quello che la rende affascinante. Ho amato i vasti paesaggi dell'Ovest, erano molto cinematografici. E' stato come essere in Francia e in un altro posto allo stesso tempo. Abbiamo dovuto portare le attrezzature in luoghi difficili da raggiungere, non è stato semplice, ma ha significato molto per me. Così come è stato importante che i villaggi dove abbiamo girato avessero un'immagine da cartolina: Cordes-sur-Ciel, Castelnau-de-Montmirail. luoghi splendidi che fanno parte del nostro patrimonio storico. In un certo senso è stato come riconnettersi con le proprie radici".
 
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