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Giordania 2. Le attrazioni della Terra Santa

Le attrazioni della Terra Santa

Da non perdere in un viaggio in Giordania.

Petra
©JORDAN TOURISM BOARD
1. Wadi Rum

E'  il più maestoso e vasto deserto della Giordania anche se non l’unico, famoso per le narrazioni di T.E. Lawrence. Offre distese di sabbia rossastra con jabal (colline) d’arenaria che s’innalzano improvvise dal fondo valle, e attrazioni suggestive come Jebel Khazali, le sorgenti di Lawrence d’Arabia e la montagna delle sette colonne della saggezza. In questo ambiente sconfinato si trovano anche canyon e montagne altissime con vette di puro granito fino a 1750 metri, scalate impegnative per i più avventurosi e alpinisti esperti. Il Wadi Rum fa parte dell’immenso patrimonio naturale di cui la Giordania dispone e che comprende cinque Riserve Naturali (Dana, Shaumari, Mujib, Zubia e Azqar), note per le loro meraviglie, il Mar Morto e lo stupendo mondo sottomarino del Golfo di Aqaba.

2. Amman

La capitale della Giordania è una città antica, risalente all’età del ferro. Fu costruita su sette colli, ma oggi si estende su ben diciannove alture: il centro storico è ai piedi di queste colline. Larghi viali, sottopassaggi, sopraelevate garantiscono lo scorrimento di un traffico intenso; mentre il vecchio nucleo della città ha strade strette e vicoli caratteristici, i nuovi quartieri sviluppatisi sulle alture circostanti ricalcano lo stile americano. Da vedere: la Cittadella, il luogo delle più antiche fortificazioni, che domina la città, il Palazzo degli Ommayydi, il Jordan Archaeological Museum, un piccolo museo che ospita un’ottima collezione di oggetti giordani antichi dalla preistoria al XV secolo, il Teatro Romano, costruito da Antonino Pio, ai piedi della Cittadella, la Piazza degli Hashemiti, dove il giovedì sera si radunano centinaia di persone per trascorre la serata in uno dei tanti locali all’aperto, seduti al tavolino a bere caffè, tè o a fumare il narghilè. Infine, la Grande Moschea Husseini, in pietra bianca e rosa.

3. Strada dei Re

E' un percorso che si snoda a sud di Amman, e tocca innanzitutto la “città dei mosaici” Madaba, fondata quasi 3500 anni fa e famosa per le centinaia di mosaici che impreziosiscono le sue case e le sue chiese, fra cui la celebre mappa a mosaico bizantina del VI secolo, che rappresenta Gerusalemme e altri luoghi sacri biblici, sita nella Chiesa di San Giorgio. A dieci minuti di distanza verso ovest, sorge il Monte Nebo, dove, secondo la tradizione, morì e fu sepolto Mosè: il piazzale antistante la chiesa dedicata al profeta, offre una vista mozzafiato sulla Valle del Giordano e sul Mar Morto, fino ai tetti di Gerusalemme e Betlemme. Da vedere è la Chiesa Commemorativa di Mosè. Altre tappe sono Macheronte (in arabo, Mukawir), fortezza dove trovò la morte Giovanni Battista, le sorgenti minerali termali di Hammamat e Umm Ar-rasas, città ricca di storia e di mosaici in stile bizantino. L’attrazione principale è la chiesa di Santo Stefano, con il pavimento a mosaico più grande della Giordania che  raffigura 15 città della Terra Santa.

4. Petra

E' una delle Sette Meraviglie del Mondo nonché Patrimonio dell’Umanità Unesco. La “città rosa” della Giordania, a 265 km da Ammam, è il lascito dei Nabatei. Il popolo arabo si stabilì in Giordania oltre 2000 anni fa e sotto il suo regno Petra divenne una città ammirata ovunque per la sua cultura raffinata, l’imponente architettura e l’ingegnoso complesso di dighe e canali. Molto del suo fascino la città lo deve alla sua collocazione particolare nelle profondità di una stretta gola nel deserto. Si cammina attraverso le pareti rocciose che si elevano fino ad 80 metri, passando in stanze scavate nelle spirali d’arenaria. Il monumento più famoso è il Tesoro, uno dei più eleganti resti dell’antichità, poi ci sono un  Teatro Romano, un piccolo santuario commemorativo della morte di Aronne, il fratello di Mosè, costruito sull’omonimo monte, e il Museo Archeologico che ospita un’ampia collezione di oggetti ritrovati a Petra.

5. Jerash

A un’ora di macchina da Amman, si trova la romana Gerasa, città per secoli coperta dalle sabbie giordane tornata alla superficie a partire dal 1925, grazie a una squadra di archeologi inglesi. L’ingresso preferenziale è la piazza ovale che sembra quasi un set cinematografico per un colossal alla “Quo vadis”, scenografia suggestiva articolata nelle colonne ioniche del Foro, nel cardo maximus, nell’Ippodromo, nei bagni orientali e occidentali, nel ninfeo, nei due teatri, nel tempio di Artemide e nell’agorà. Il foro ellittico e il suo portico di colonne ioniche (la cosidettea "Via delle Colonne") ha visto incrociarsi le vicissitudini di popoli diversi, dai macedoni di Alessandro il Grande ai romani che la elessero a capitale della Decapoli.
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