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La Stoccolma degli Abba nel museo da record

Il mito del quartetto nordico rivive in un museo che in soli 2 anni ha catturato più di 600.000 visitatori. Fiori all'occhiello: musica e abiti all'insegna della stravaganza. 

Museo degli Abba
Courtesy of©Ake E:son Lindman/ABBA The Museum
Museo degli Abba
Era il 1974 quando tutto ebbe inizio: con il brano "Waterloo" vinsero l'Eurofestival e, da allora, gli Abba, celebre band svedese, entrarono nella storia della musica internazionale: il loro nome altro non è un acronimo che mette insieme le iniziali dei componenti, Agnetha, Benny, Björn e Anni-Frid un gruppo dai numeri da capogiro con un eredità alle spalle di 380 milioni di dischi venduti. Un successo inaspettato quello che travolse la band svedes che rimase sulla cresta dell'onda fino al 1982, anno in cui smisero di produrre dischi: nonostante il ritiro dalla scena, le loro canzoni sono tutt'oggi attuali e infiammano i dance floor, conquistano il cinema e il teatro con pellicole e musical di successo.



Chi non si è mai trovato a ballare e cantare tormentoni come "Dancing Queen" e, soprattutto, "Mamma Mia"? Difficile levarsi dalle orecchie le melodie che hanno contraddistinto questo gruppo, motivo per cui vale la pena spingersi nella loro terra, la Svezia, approdando a Stoccolma: qui, ad aprire le porte dei nostalgici o dei curiosi, è la spettacolare isola di Djurgarden, una delle zone più affascinanti della città, un polo ricco di attrazioni dove tuffarsi a capofitto alla scoperta di meraviglie come il più antico museo all'aperto dell'intera Europa con tanto di zoo e acquario, il parco divertimenti Gröna Lunds Tivoli e, udite udite, un intero museo dedicato alla band nazionale, "Abba The Museum", nato là dove un tempo sorgeva un vecchio magazzino merci di proprietà del Porto di Stoccolma.

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Il progetto, inaugurato nel maggio 2013, in soli due anni ha avuto più di 600.000 visitatori provenienti da ogni angolo del mondo, giovani e adulti desiderosi di ripercorrere la storia del mitico quartetto. Al suo interno si apre un microcosmo che invita a seguire da vicino la straordinaria carriera della band dai tempi in cui i suoi membri sono incontrati alla fine del 1960, passando alla loro svolta con la canzone "Waterloo", per poi seguirli nei loro principali tour mondiali fino alla rottura definitiva avvenuta nel 1982.



Non una semplice visita ma una vera e propria esperienza multisensoriale che coinvolge e trascina in un coinvolgente viaggio interattivo: tutti possono provare il Polar Studio, ovvero la sala d'incisione del gruppo, ricostruita in scala ridotta, dove si trovano gli strumenti musicali, la consolle originale dei fab four; la location è perfetta per sperimentare il brivido di sentirsi parte della band e, se non fosse abbastanza, grazie a moderni ologrammi 3D, si balla insieme a loro. Attraverso l'audioguida del museo inoltre, Agnetha, Benny, Björn e Frida aprono i loro cuori confidando per la prima volta al pubblico ricordi personali di quando erano ancora gli Abba.



Uno dei pezzi forti sono le statue che li ritraggono, riproduzioni in silicone la cui perfezione è impressionante, frutto di un lungo e accurato lavoro che ha impegnato un team di oltre 35 persone e ha richiesto quasi un anno di attività avendo come riferimento solo misurazioni e fotografie, progetto a cui ha partecipato il celebre make-up artist Goran Lundstrom e il team di Effektstudion.

Impossibile non tornare indietro nel tempo e ricordare quei personaggi dallo stile bizzarro e provocatorio fatto di mise decisamente stravaganti ed eccentriche con quelle vertiginose zeppe e gli abiti dalle luminose fantasie e le tutine iper attillate da scoprire nella Dressing Room dove, virtualmente, si scelgono gli abiti e ci si scatena davanti a uno schermo dando il meglio di sé per un esibizione da urlo.

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