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La Scozia di Saoirse Ronan, Maria Stuarda nel film sulla regina più sfortunata

L'attrice irlandese interpreta Mary Stuart per l'esordiente Josie Rourke, ma è il Paese delle Highlands a spiccare.

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Sulle Highlands si svolgevano i combattimenti dell'immortale Christopher Lambert nel cult del 1989, e più di recente in Scozia si erano spinti persino il gigante di Steven Spielberg o i James Bond di Daniel Craig e Sean Connery, ma il Paese più settentrionale del Regno Unito, le sue valli e i suoi laghi, sono i veri protagonisti del Maria regina di Scozia con cui Josie Rourke ha deciso di tentare la regia cinematografica dopo una lunga esperienza teatrale. Ovviamente, senza nulla togliere alle due splendide protagoniste: Saoirse Ronan e Margot Robbie, qui nei panni delle Regine al centro della vicenda raccontata e di un momento chiave nella storia della Gran Bretagna e dell'Europa tutta.

Regina di Francia a 16 anni, già vedova a 18, Maria respinge le pressioni che la vorrebbero vedere risposata e decide di tornare nella natia Scozia per riprendere la corona che le spetta di diritto. Dalla nascita, Maria ha come rivale al trono Elisabetta I (Margot Robbie), che è invece la Regina di Inghilterra. Contrariamente alle versioni precedenti, le ricerche di John Guy hanno offerto l’immagine di una politica capace e di una guida sicura che puntava a un’alleanza con la cugina Elisabetta. Maria combatte per prendere la guida del regno, in un tempo in cui le regine erano viste come il fumo negli occhi dall’immaginario collettivo. Per raggiungere i propri obiettivi, le due Regine prendono scelte molto differenti su matrimonio e figli. La reputazione di Maria è sotto il continuo attacco dei propri nemici, pronti a costruire castelli di bugie sulla sua condotta sessuale. Tradimenti, ribellioni e cospirazioni che tramano nelle rispettive corti, portano alla rottura definitiva fra le due cugine, lasciando a entrambe un costo salato da pagare.

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Un racconto turbolento, che nasce dal libro 'Queen of Scots: The True Life of Mary Stuart' dello storico John Guy e che non sarebbe stato possibile raccontare senza approfittare delle location reali. Un elemento fondamentale, tanto per la regista quanto per i produttori, che hanno voluto visitare luoghi celebri come la Cattedrale di Gloucester (utilizzata per ricreare i chiostri e i corridoi di Hampton Court, mentre la cripta per la cella in cui Maria è incarcerata prima dell’esecuzione), il Blackness Castle, nel West Lothian (usato per rappresentare Linlithgow Palace, luogo di nascita della Queen Mary) o il Poldullie Bridge di Strathdon, nell'Aberdeenshire, dove la regina è vittima di un'imboscata.

"Eravamo molto determinati a girare lì - racconta la produttrice Debra Hayward. - È stata una sfida immane portare un set così importante, con i vestiti di scena, i cavalli, i carri e le armi su location così remote. Ma Maria ha viaggiato per tutta la Scozia e soggiornato in molti castelli. Volevamo ricreare questa situazione e assicurarci che il film fosse ambientato in terra scozzese tanto a livello spirituale che fisico".

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Scene importanti sono nate posizione le macchine da presa anche nel North Berwick e nell'East Lothian, dove - sulla spiaggia di Seacliff - ha luogo uno dei momenti topici della storia. "Per riuscire a fare il film, abbiamo stabilito che avremmo girato in qualsiasi condizione, - conferma la Rourke, ripensando al set di Glen Coe. - Una mattina, era impossibile addirittura vedersi le mani davanti al viso per la quantità di pioggia. In quel caso ci siamo dovuti fermare per un paio d’ore: non mi era mai successo che mi piovesse nelle orecchie. Sono state situazioni critiche e spesso non facili per la troupe, ma allo stesso tempo c’è una grande euforia nel girare all’esterno. Quando le cose funzionano, hai l’impressione di aver ottenuto un risultato unico".

"Ho sempre percepito una grande connessione con la Scozia e la sua storia, probabilmente perché credo ci siano grandi somiglianze fra Scozia e Irlanda - spiega la ventiquattrenne irlandese Saoirse Ronan. - L’idea di vestire i panni di una regina che ha rappresentato così tanto per la gente scozzese, considerando che quello che ha vissuto è stato veramente travolgente. Si tratta di una storia che doveva necessariamente essere raccontata. Come attrice si è trattata di una sfida importante e so di essere stata molto fortunata a poter ricoprire questo ruolo. Quando si è presentata la possibilità, sapevo che non me la sarei lasciata sfuggire: dopo un progetto naufragato quando avevo 18 anni avevo sempre mantenuto la speranza di riuscire a interpretare questo ruolo".
 
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