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New York location film Copia Originale Greenwich Village

La New York dei bibliovori in Copia originale

La Grande Mela è un Paradiso per gli amanti dei libri, e lo splendido film con Melissa McCarthy lo conferma.

20th Century Fox
Tra gennaio e marzo, a New York fa freddo. Non solo, ma soprattutto in quei mesi. E a meno di non restare chiusi nel proprio appartamento, sarà bene avere una sorta di mappa dei luoghi dove potersi rifugiare quando la bufera ti coglie per strada, che tu sia a Manhattan o a Brooklyn. Bar, Cafè, cinema… ma soprattutto librerie! I tanti Barnes & Noble della città offrono un riparo sicuro, ma quanto ad anima e accoglienza vi consigliamo di approfittare dei tanti bookshop indipendenti a disposizione! Tanti e particolarissimi, come vediamo nel Copia Originale di Marielle Heller, film presentato al Torino Film Festival e in sala dal 21 febbraio, distribuito da 20th Century Fox.



Una commedia agra, ispirata alle memorie della scrittrice Lee Israel, qui interpretata da Melissa McCarthy, nominata all'Oscar per la Miglior Attrice Protagonista. È lei la protagonista, rimasta senza lavoro in un momento in cui gli editori sembrano orientarsi su libri sempre più semplici e corrivi. E visto che i suoi tanti volumi dedicati, tra gli altri, a Katharine Hepburn ed Estée Lauder, non potranno salvarla dal tracollo economico. È per un caso che questa inizi a dedicarsi a una serie di redditizie truffe letterarie, falsificando lettere di celebrità decedute. E dando il via a una riflessione drammatica e toccante sui concetti di falso e originale, copia e collezionismo, riproducibilità intellettuale più che tecnica che accompagna l'adattamento cinematografico delle memorie della vera falsaria (deceduta nel 2014), Can You Ever Forgive Me? Memoirs of a Literary Forger.

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proprio tra il gennaio e il 2 marzo 2017 le riprese si sono svolte a New York, coinvolgendo molte delle librerie più amate dagli appassionati di letteratura e biblioteche. Una New York di altri tempi, che sarà bellissimo rivivere attraverso la ricostruzione "miracolosa" operata dalla regista. "Questa è la mia New York", racconta la protagonista, trasferitasi nella Grande Mela nel 1990, a 20 anni, per cui sette anni prima della vicenda raccontata. "Una New York che ormai si può trovare solo in brevi scorsi", aggiunge nostalgica, mentre ci pensa Richard E. Grant (con Ben Falcone, marito della McCarthy nella vita reale, splendido coprotagonista del film) a rompere quella magia con un prosaico: "Si gelava!".

Senza divagare troppo, e volendo tracciare il girovagare della aspirante criminale, sarà bene però partire dalla Crosby Bookstore di Soho (in realtà, quel gioiello della Housing Works Bookstore di Crosby St.), con l'inconfondibile mezzanino e l'accogliente cafè in fondo alla sala che spesso ospita incontri letterari molto interessanti. Tappa obbligata anche la Westsider Rare & Used Books su Broadway, tra la 80esima e la 81esima nell'Upper West Side, piccolina e affollatissima di libri in ogni suo anfratto.



Ma la ricostruzione del Greenwich Village che fu, e del Westside dove visse la vera Israel, non poteva non passare anche dalla East Village Books (riconoscibile per essere più bassa del livello della strada e per i soffitti bassi), la Logos di York Ave. (dove lavora la Anna di Dolly Wells) e soprattutto la Argosy Book Store sulla East 59th street, tra Lexington e Park Ave. (dove Lee cerca di piazzare le lettere di Noël Coward e il suo complice viene incastrato). "Un gioiello, dalle decorazioni pregevoli", secondo lo scenografo Stephen Carter, un vero jolly dall'aspetto talmente vario che, come rivelato sempre dallo stesso: "abbiamo finito per girarci due o tre diversi set. Ci hanno persino permesso di accedere al piano dove si conserva una incredibile collezione di foto autografate, lettere, documenti di ogni tipo".

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Per completezza, vale la pena citare lo storico gay bar Julius's sulla West 10th Street, uno dei più antichi dell'Isola, come dimostrano le tante foto e poster alle pareti, e dove Israel stabilisce il proprio quartier generale. O il suo appartamento, ricostruito in un palazzetto sulla Broadway nella Midtown più classica (Carter lo definisce "Perfetto! Perché abbiamo potuto separare delle stanze per i servizi della troupe e il sonoro… finendo per realizzare una cucina dove era la camera da pranzo").
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