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Montreal location film giusta causa Ruth Bader Ginsburg McGill University

La giusta causa di Ruth Bader Ginsburg vince su Montreal

Le location della città-gioiello canadese restano sullo sfondo nella storia di una vera eroina dei nostri tempi.

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Più grande di Vancouver, più affascinante di Toronto, come le altre città del Canada anche Montreal è spesso citata in quanto teatro di importanti set cinematografici. A differenza delle altre due, però, e paradossalmente, è raro che appaia sulla scena. Un pudore che viene da lontano, per la terza città francofona del mondo (dopo Parigi e Kinshasa)? Forse. Fatto sta che è quanto accade anche nel film Una giusta causa di Mimi Leder (Deep Impact, Un sogno per domani) che racconta le vicende reali del magistrato della corte suprema Ruth Bader Ginsburg. Una donna che ruberebbe la scena a qualunque città, probabilmente, e che deve esser stata un esempio e una ispirazione per la prima donna ammessa ai corsi dell'American Film Institute Conservatory - e per tutte, ovviamente - che oggi la omaggia con il suo ultimo film.



Sullo schermo è la candidata all'Oscar Felicity Jones a interpretare una delle nove donne ad entrare, nel 1956, al corso di Legge dell'Università di Harvard e che, nonostante il suo talento, fu rifiutata da tutti gli studi legali in quanto donna. Sostenuta dall’amore del marito Martin Ginsburg (Armie Hammer) e dall'avvocato progressista Dorothy Kenyon (il premio Oscar Kathy Bates), accetta un controverso caso di discriminazione di genere. Contro il parere di tutti, Ruth vinse il processo, determinando un epocale precedente nella storia degli Stati Uniti sul fronte della parità dei diritti. Un tributo a una delle figure più influenti del nostro tempo, seconda donna a essere nominata Giudice alla Corte Suprema; un omaggio a tutte le donne, un invito a non farsi sopraffare.

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Chissà che effetto deve aver fatto alla vera Ruth rivivere la propria storia dall'interno, grazie al cameo offertole dalla Leder. È lei la donna vestita di un cappotto Max Mara blu che sorride agli spettatori dopo che la macchina da presa ha seguito Felicity Jones sulla scalinata della Corte Suprema. Una apparizione utile al film, per poter aggiornare il pubblico sulle vicende successive a quelle mostrate, ma che è stata solo la punta dell'Iceberg. La Ginsberg, infatti, ha passato molto tempo sul set a partire dall'ottobre del 2017, come consulente e perché appassionatasi al lavoro della regista.



In realtà, prima ancora di lei - e dei vari Justin Theroux, Kathy Bates, Sam Waterston, Jack Reynor, Stephen Root e Cailee Spaeny (nei panni della figlia contestatrice e che per prepararsi al ruolo ha partecipato a "diversi raduni vicino Montreal") - già da settembre la Jones era stata avvistata nella città canadese. E nella McGill University, scelta come sede principale delle riprese tra la fine di settembre e l'inizio di novembre.

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Mentre il locale Redpath Museum di storia naturale, di proprietà dell'Università all'859 di Sherbrooke Street West, si è offerto come controfigura della Austin Hall di Harvard e le scene dell'ufficio in cui vediamo la giovane Ruth sono state girate nella città vecchia, al 276 di St-Jaques West, il Campus è stato leggermente modificato per adattarlo alla bisogna… Restando riconoscibile per quanti lo frequentino, come confermato da una rassicurante Rosetta Vannelli, Associate Director of Housing and Conference Services della McGill.



Ambientato principalmente a New York degli anni ’60 e ’70, insomma, il film è stato girato quasi totalmente in interni a Montreal. “Molte strade richiamano l’atmosfera newyorkese, come per esempio SoHo negli anni ’70. Gli ambienti di cui avevo bisogno sono più facili da riprodurre a Montréal che a New York, - ha spiegato lo scenografo Nelson Coates, incaricato di creare set in epoche diverse. - Creare diverse ambientazioni temporali nello stesso film, naturalmente è molto più complicato che girare un film ambientato in una sola epoca, specialmente se si tratta di una storia che non rispetta un ordine cronologico, quindi in un momento stai girando nella Boston del 1956 e il minuto dopo sei a Denver nel 1970... Volevamo mostrare molti periodi diversi e contemporaneamente raccontare l’evoluzione della giovane coppia, da studenti a coppia agiata e più avanti nella vita".
 
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