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Corea del Sud location film Parasite Jongno-gu Seul

La casa di Parasite, location coreane da Palma d'Oro

Gran parte del successo del film di Bong Joon-ho nasce proprio dalla speciale architettura che ne ospita l'azione.

Academy Two
Si torna in Corea del Sud per il film vincitore della Palma d'Oro dell'ultimo Festival di Cannes, Parasite di Bong Joon-ho. A detta di tutti è stata la scelta di tornare a casa l'arma segreta del regista di Snowpiercer e Okja dopo i due film in lingua inglese. E il contesto sociale e culturale del suo Paese d'origine ha un peso fondamentale nella costruzione della vicenda raccontata… Al pari della complessa e movimentata architettura della casa di lusso nella quale si muovono i tanti personaggi sulla scena.



I quattro membri della famiglia Kim sono disoccupati e preoccupati per il loro incerto futuro. La speranza di un'entrata regolare si accende quando il figlio, Ki-woo, viene raccomandato da un amico, studente in una prestigiosa università, per un lavoro ben pagato come insegnante privato. Arrivato a casa del signor Park, proprietario di una multinazionale informatica, Ki-woo incontra la bella figlia Yeon-kyo. Ma dopo il primo incontro fra le due famiglie i quattro escogitano un piano diabolico per sistemarsi definitivamente. Ma anche una strategia perfetta nasconde conseguenze imprevedibili e il rischio di una serie inarrestabile di disavventure e incidenti.

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Girato tra il 27 maggio e il 19 settembre del 2018, il film ha posizionato i propri set tra le zone di Jahamun-ro e Buam-dong, nel quartiere di Jongno-gu a Seoul, e gli Studios Aqua di Goyang. Ma per la sua "commedia umana, fortemente imbevuta di contemporaneità" - come la definisce lo stesso regista - erano fondamentali le case delle due famiglie. "Per la casa più povera, la struttura era relativamente semplice - racconta, - e se quella ricca può apparire come un castello isolato, l'altra non poteva avere alcuna privacy". Come si vede anche nella scena dell'allagamento, per la quale " non abbiamo avuto altra scelta che ricostruire l'intero isolato in una vasca".



Si parla di strutture piuttosto "comuni" a Seul, soprattutto nei vicoli più lontani dal centro, una sorta di limbo sociale che corrisponde allo status economico dei suoi abitanti. Esemplare il bagno nel quale si rifugiano i due fratelli per usare il cellulare e che Bong nello script definisce come "tempio", seppur molto particolare. Una struttura che lo scenografo Lee Ha Jun ha realizzato a partire dai ricordi del seminterrato nel quale viveva durante il periodo degli studi.

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"La casa dei Park è stata invece costruita tenendo presente come sfruttare la direzione del sole - racconta ancora Lee, - un elemento cruciale nella nostra ricerca di location… anche per determinare la giusta posizione delle finestre". "Ci sono molte case con alte mura e grandi giardini nei quartieri più elevati di Seul - aggiunge, ma in questo film uno degli elementi principali visivamente erano le scale". Una necessità espressamente evidenziata dal regista, che avrebbe modificato parzialmente l'immagine di quelle aree. "Non ho mai creato tante scale per un film - conclude lo scenografo. - Sono diverse per dimensioni e a seconda della casa a cui si dovevano adattare, ho dovuto combattere parecchio con tutte quelle linee…".
 
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