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John Carney a Dublino con la musica di Sing Street

Il nuovo film del regista di Once torna a riesumare la tradizione cinematografica della città irlandese

BIM
La ex prigione di Kilmainham Gaol vista in In nome del padre e Michael Collins, il Trinity College rivisitato da Star Wars, il Dublin City Hall e il Castello, ma anche il Temple Bar e Grafton Street che avevano fatto da sfondo all'emozionante Once… Che non a caso è il film precedente di quel John Carney che oggi continua a raccontare la sua città natale nel Sing Street che ha già entusiasmato il Festival di Roma 2016 (dove è stato presentato in anteprima) e che ora sbarca nelle nostre sale per avvolgerci della sua magia. Quella della capitale della Repubblica d'Irlanda.

Il quattordicenne Conor è il protagonista della storia che ci permette di ammirare la Dublino degli anni '80 e di rivivere quei tempi attraverso una colonna sonora che assembla Cure, A-ha, Duran Duran, Clash, Hall & Oates, Spandau Ballet e The Jam e che accompagna noi e il giovane nella sua fuga, da una complicata situazione familiare e da una scuola pubblica dove viene bullizzato, per formare una band propria e conquistare la bella Raphina. Una piccola storia d'amore, soprattutto per la musica. E per Dublino. Come era stato per Once (Una volta). E che di nuovo torna a percorrere quelle strade e a mostrarne le perle: St. Catherine's Park e Hanbury Lane, o la affascinante - e quasi disabitata - Dalkey Island, a 500 metri dal Coliemore Harbour e dal Sorrento Point.

Ci tiene, il regista, a sottolineare che non sia un semplice 'film musicale': "Non volevo girare un musical solo per il gusto di farlo. Volevo girare una storia che avesse un'impronta genuina e personale". Una storia che gli ha richiesto due mesi di riprese (settembre e ottobre del 2014) e la ricostruzione di un solo set: la stanza di Brendan. Per il resto, la realtà. Cittadina, ovviamente… "Ci sono scorci di Dublino che non sono cambiati più di tanto", aveva dichiarato la produttrice Martina Niland, anticipando il collega Anthony Bregman: "Questi edifici sono stati li fin dagli anni '80, ogni posto, ogni negozio era fondamentalmente lì dall?epoca. Sono cambiati un pochino e li abbiamo rimessi come erano".

Nostalgia assicurata, quindi. A partire dallo stesso regista, che ha pensato a quando lui stesso cercava di far colpo sulle ragazze suonando, e proprio - non a caso - nella scuola cattolica maschile di Synge Street, abbondantemente sfruttata. "Abbiamo girato molto nei giardini, circondati da alte mura, della Synge Street School - ammette Carney, - utilizzando la disposizione degli esterni per evidenziare la sensazione dell'interno della scuola. Anche la Synge Street School non è cambiata molto dagli anni '80". Probabilmente perché gli edifici della scuola nell'ottavo distretto della città che attraversa il Liffey sono ancora operativi come scuola statale.

Dettagli importanti, ma dettagli. Al pari di quelli che sembra aver tenuto cari il regista, che conclude chiarendo la sua intenzione di base: "Non volevo girare grandi scene con la gru o grandi dettagli d'epoca. Non sono quel tipo di regista. In queste cose possiamo dire che il diavolo è nei dettagli… Nel piccolo orologio digitale che ti riporta indietro a quell'epoca, nella canzone alla radio, nel taglio di capelli o in certi abiti, più che in una grande inquadratura d?insieme. Per questo abbiamo deciso di non andare a girare più di tanto nelle strade di Dublino, erano più importanti i piccoli dettagli sui vestiti e l'atmosfera degli anni '80 piuttosto che trasformare Grafton Street e farla apparire come era in quel periodo".

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